L'ENTROBOLARIO
IL DIZIONARIO
DELL'ENTROTERRA
Architettura
religiosa cristiana
Le prime strutture di culto
I primi cristiani, quelli perseguitati, pregavano nelle cosiddette
domus ecclesiae
(termine latino con il significato di "casa dell'assemblea" o "casa
della chiesa").
Esse altro non erano che edifici privati, adattati alla necessità del culto, nella quale si radunavano i primi cristiani in epoca precedente all'editto costantiniano del 312.
I luoghi di culto non si distinguevano architettonicamente dai normali edifici di abitazione, sebbene sia possibile che già prima del 312 fossero state costruite appositamente per i culto delle semplici sale.
Prendevano il nome dal primitivo proprietario dell'edificio e lo conservarono anche con la costruzione di una vera e propria chiesa in epoca successiva: per esempio il titulus Clementis, in origine proprietà di un certo Clemens, divenne successivamente l'ecclesiae Clementis, o "chiesa di Clemente", e quindi l'attuale chiesa di San Clemente.
L'identificazione come luoghi di culto delle abitazioni private che in diversi casi sono state rinvenute sotto le chiese successive (Santi Giovanni e Paolo o titulus Pammachii, Santa Cecilia in Trastevere o titulus Caeciliae, San Martino ai Monti o titulus Equitii, ) è tuttavia resa difficoltosa dalla mancanza di specifiche caratteristiche architettoniche e dall'uso di eventuali decorazioni già appartenenti al repertorio pagano, ma alle quali potrebbe essere stata dato un nuovo significato simbolico in senso cristiano.
Domus ecclesiae sono stati rinvenute, inoltre, anche fuori di Roma: di eccezionale importanza è quella di Dura Europos certamente adibita al culto cristiano per la presenza di una sala utilizzata come battistero, decorata con pitture di carattere certamente cristiano: Si tratta di una struttura a due piani, quello superiore probabilmente utilizzato come abitazione, articolata con una serie di sale intorno ad un cortile centrale. La sua importanza risiede anche nella sua datazione alla prima metà del III secolo, dato che venne coperta da un bastione realizzato per la difesa della città dall'attacco persiano del 256.
In Sicilia non se ne hanno tracce.
Il periodo paleocristiano
Come ben si sa l'editto di Milano dell'imperatore Costantino, nel 312,
cambiò le sorti del mondo.
Con questo decreto si ordinò di non perseguitare più i cristiani. Fu l'inizio di una grande epopea, tutt'ora in corso.
Nacque così l'architettura paleocristiana, cioè dei primi secoli del cristianesimo.
I cirsitani, finalmente liberi, si scatenarono in tutti i campi.
Fino ad allora infatti il culto cristiano era considerato religione illecita nell'Impero Romano e quindi le riunioni di fedeli avvenivano, come abbiamo visto, specialmente in case private, chiamate Domus ecclesiae. Le uniche architetture cristiane anteriori al IV secolo (a parte i rari scavi che hanno riportato alla luce domus ecclesiae, essendo queste spesso coperte da chiese successive) sono le strutture ipogee dette in seguito catacombe..
Le Catacombe
Le catacombe non nacquero per esigenze di difesa dalle persecuzioni, anzi sono state ritrovate anche catacombe pagane e giudaiche. Fu piuttosto l'asigenza di inumare i defunti, secondo la dottrina della resurrezione predicata da Gesù Cristo, a far sì che i cristiani usassero in maniera preponderante le sopolture sotterranee.
A Roma già nel III secolo, prima della fine della clandestinità, esistevano sette zone diaconali ciascuna con la propria zona catacombale al di fuori della mura. I nomi dati alle catacombe potevano derivare da quelli dei proprietari del terreno (come le catacombe di Priscilla), o di martiri ivi sepolti.
I tracciati irregolari
seguivano la struttura geologica del terrreno scavato (molto spesso nel tufo),
con più piani sovrapposti. Gli ambulacri (le lunghe gallerie) di larghezza
media sugli 80-90 cm ed altezza vicina ai 250 cm, erano in antico chiamate criptae
e talvolta vi si aprivano camere sepolcrali più vaste chiamate cubicula.
I cubicula avevano spesso una pianta a forma poligonale e vi erano sepolti personaggi
più facoltosi o più venerati; spesso vi si trovano tombe ad arcosolio,
cioè urne chiuse sormontate da una nicchia coperta da un arco. I sepolcri
sovrapposti si chiamavano loci o loculi e la fila verticale di loculi su una
parete veniva chiamata pila.
Le Basiliche
La Basilica Romana
La basilica era un edificio pubblico utilizzato nell'antica Roma come luogo di riunioni pubbliche e di amministrazione della giustizia. Dal IV secolo le basiliche vennero riadattate come luoghi di culto cristiano.
La basilica normalmente aveva pianta rettangolare, internamente suddivisa da tre o cinque navate da pilastri o colonne (la divisione in navate era uno stratagemma per facilitare la copertura) e presentava uno o due absidi semicircolari o rettangolari, al centro del lato maggiore o minore. Gli ingressi (uno o due) erano posizionati sul lato opposto rispetto ad ogni abside. Anticamente la basilica la parte centrale poteva essere anche scoperta.
La basilica romana ospitava riunioni di vario genere: ci poteva essere la tribuna dove alcuni magistrati esercitavano la funzione di giudice (da cui la parola tribunale e basilica forense), altre magistrature amministrative, negozi e uffici, anche ai piani superiori.
La Basilica paleocristiana
La messa, codificata proprio nel IV secolo, richiedeva degli edifici monumentali,
che vennero costruiti usando come modello, quindi, la basilica romana, cioè
un edificio non legato alla religione e polifunzionale, strutturato in modo
semplice.
Questa è una delle prime. La basilica Costantiniana di San Pietro in
Vaticano (IV secolo)

Nel 313 con l'Editto di Milano, l'Imperatore Costantino concesse la libertà al culto cristiano. Per impulso dello stesso imperatore e della sua famiglia (in particolare Sant'Elena) prese avvio a Roma - e presto si svilupperà altrove nel vasto territorio imperiale - un grandioso programma di costruzione di imponenti edifici basilicali da adibire a luoghi di culto e in memoria dei martiri cristiani. La costruzione di queste grandi chiese porta alla luce la nuova fede e la esalta e induce la progressiva, rapida scomparsa dei Tituli o domus ecclesiae, i precedenti, modesti luoghi di culto, per lo più ricavati all'interno di abitazioni private di patrizi convertiti al nuovo culto o riutilizzando mitrei, sovente sotterranei. In altri casi templi dedicati al vasto Pantheon delle divinità greco-romane vengono riadattati alla funzione di chiesa, o demoliti e sostituiti da un nuovo edificio di culto. Per motivi liturgici non era possibile, né desiderabile adottare il modello templare romano, dove all'interno del tempio si custodiva solo la statua di culto del dio e la maggior parte dei riti avveniva in prossimità dell'altare esterno.
Le primissime basiliche, promosse dall'imperatore, sono edificate a Roma, in grado di raccogliere migliaia di fedeli. Vengono costruite prevalentemente fuori le mura aureliane, sui luoghi di sepoltura - già da tempo oggetto di venerazione e caratterizzati da edicolette votive - dei principali apostoli e martiri cristiani (Martyria). La primissima basilica cristiana è probabilmente San Giovanni in Laterano, costruita su un terreno donato da Costantino I poco dopo l'editto di Milano del 313. Furono costruite poi San Pietro in Vaticano, Santa Maria Maggiore e San Paolo fuori le Mura. Le ultime due in particolare vennero commisionate nel corso del IV secolo dal vescovo di Roma invece che dall'Imperatore, segno della crescente importanza del papato nella vecchia capitale.
Il tipo edilizio detto basilicale si ispirava agli esempi delle basiliche civili romane, realizzate per accogliere grandi folle, e fu adottato sia pure con sostanziali trasformazioni. L'ingresso era posto su un lato minore dell'edificio, opposto all'abside; lo spazio venne diviso in navate da esili muri sorretti da file di colonne architravate o che sorreggono archi a tutto sesto. Ai lati dell'abside inizialmente vennero ricavati due locali di servizio, i pastoforia, detti prothesis e diakonikon, e successivamente si diffonde l'uso di affiancare absidi minori a quella principale; il numero di navate va da tre a cinque, mentre generalmente non veniva realizzato alcun transetto. Il transetto infatti venne inizialmente associato a chiese (come la basilica costantiniana di San Pietro in Vaticano) dette martyria ossia dove si tributa un culto sepolcrale a un importante personaggio. L'asse principale diveniva quindi quello longitudinale, più adatto ad ospitare le processioni dei presbiteri e dei fedeli. Le chiese sono (quando è possibile) orientate, ovvero l'asse della chiesa è disposto sulla direttrice est-ovest, con l'abside ad est. Un testo attribuito a Clemente I, ma forse del IV secolo recita a proposito della costruzione della basiliche: "[Preghiamo Dio] che ascese sopra il cielo dei cieli verso oriente, ricordando l'antica passione per il Paradiso, posto a oriente, da dove il primo uomo, disobbedendo a Dio, persuaso dal consiglio del serpente, fu cacciato." Oriente era quindi il luogo dove si trova il Paradiso e dove si trova quindi Cristo, che tornando sulla terra proverrà da tale direzione. Nello stesso testo si recita come il seggio del vescovo debba stare al centro, affiancato dai sacerdoti, e che i diaconi abbiano cura di disporre in zone separate i laici, divisi tra uomini e donne; nel mezzo, in un luogo rialzato, doveva stare il lettore dei testi sacri.
Il soffitto è piano o a capriate in legno a vista le murature molto esili precludono la possibilità dei impiegare volte in muratura.
Esternamente, la facciata presenta un disegno detto a capanna con tetto a falde inclinate a coprire la navata centrale, ai lati della quale troviamo spioventi semplici che coprono le navate laterali. Di fronte alle basiliche maggiori si trova talvolta un quadriportico, un cortile colonnato quadrangolare, riservato ai catecumeni.
La Basilica romanica
Per tutto l'alto medioevo, si costruirono chiese tipo basilica ambrosiana, ma
furono sempre senza cupola e con soffitti a capriate di legno, perché
si era persa la tecnica del costruire.
Nelle basiliche più tarde troviamo la presenza del transetto che, intersecando la navata (o le navate), gli conferiscono la caratteristica pianta a croce. A seconda che quest'ultimo risulti della stessa lunghezza del corpo principale o che risulti essere più corto di esso, si parla di pianta a croce greca o di pianta a croce latina.


A sinistra la croce greca in cui navata e transetto si intersecano. In Italia
è tipica la croce latina, a destra.
La basilica romanica si distingue dalle precedenti per avere i soffitti a volta ed il primo tipo di cupola non romana, di forma ottagonale. Essa fu realizzata attorno all'anno Mille, con l'avvento dell'architettura romanica, quando i maestri comacini (superstiti discendenti di architetti romani), peregrinarono chiamati dalle famiglie nobili per costruire i loro palazzi, e con ciò insegnarono ovunque le tecniche di costruzione delle volte e delle cupole.
GLI ELEMENTI COSTRUTTIVI
ABSIDE
L'abside (dal latino absis, "arco" o "volta") è un elemento architettonico a forma di volta tronca.
Essenzialmente in uso nelle architetture romane e nei luoghi di culto cristiani, l'abside è sita nelle chiese ed è immediatamente visibile sul retro degli altari maggiori. La parte superiore dell'abside è detta "catino absidale", ed ha la forma di quarto di sfera o mezza cupola. L'abside solitamente conclude il presbiterio di una chiesa e in essa viene usualmente posto l'altare maggiore. Su di essa è possibile trovare delle vetrate, in particolare nell'architettura gotica. Sull'abside, talvolta, si può trovare la cupola stessa.

L'abside è in scuro
ALTARE
Un altare è un luogo in cui si compie un sacrificio o rito religioso.
In molte religioni, si praticano riti di purificazione o di offerta. I fedeli, per ingraziarsi il proprio dio, offrono doni o sacrificano animali. Non di rado, nell'antichità l'altare veniva usato anche come luogo di sacrifici umani, come nel caso dei culti religiosi maya e aztechi.
Normalmente
l'altare è fisso, costruito in pietra o legno. Se è usato per
sacrifici animali, l'altare ha spesso una forma adatta a raccogliere il sangue
degli stessi, che poi sarà usato per i riti di purificazione. Nelle religioni
"naturali", cioè che vivono in modo intenso il rapporto del
fedele con gli elementi della natura (acqua, terra, fuoco, alberi ecc.), l'altare
è, spesso, posto all'aperto, a volte circondato da gradini, per favorire
la partecipazione dei fedeli. Spesso l'altare è anche "dedicato",
cioè legato al culto specifico di una divinità.
Con la diffusione del culto dei martiri e la conseguente proliferazione di chiese erette sopra le tombe venerate, si fece sì che l'altare si trovasse esattamente in corrispondenza della sepoltura sottostante. Dal V secolo l'altare si trasformò esso stesso in sepolcro, per la presenza di reliquie di martiri, vere o per contatto (bende o altri oggetti che erano stati a contatto coi resti del santo), che erano spesso inserite dentro l'altare oppure sotto di esso, in una cavità rettangolare o cruciforme ricavata nel pavimento.
MATRONEI
Al di sopra delle navate laterali, alcune basiliche paleocristiane
presentavano un piano soprelevato, illuminato da finestre proprie, lunghe quanto
le navate sottostanti e talora estese anche alla facciata interna ("tribune
ad U", come in San Demetrio a Salonicco). Queste gallerie furono chiamate
anche "tribune" o matronei perché, secondo un'opinione diffusa,
erano destinate ad accogliere le donne. I matronei si affacciavano sulla navata
maggiore al di sopra di arcate sostenute da colonne o pilastri, ed erano chiuse
fino ad una certa altezza con parapetti marmorei. L'accesso alle gallerie era
assicurato per mezzo di scale poste nel nartece, in una delle torri della facciata
oppure in uno degli ambienti situati ai lati delle absidi.
NARTECE
Uno dei lati del quadriportico metteva in comunicazione l'atrio con la chiesa. Questo lato, solitamente quello orientale, sovente confinava non direttamente con la facciata, ma con un ambiente trasversale, detto nartece, che precedeva l'ingresso della basilica. Inizialmente destinato ad alcuni gradi dei catecumeni ed ai penitenti, esso cambiava in base alla sua posizione.
Era detto esonartece o nartece esterno se si trovava all'esterno della facciata, endonartece o nartece interno se aderiva al prospetto interno e quindi se, incluso nel perimetro della chiesa, veniva a trovarsi nella parte iniziale della navata. Il nartece poteva essere inoltre "semplice", se era costituito da un solo vano trasversale; "doppio", se era formato da due vani trasversali (per esempio Santa Sofia a Costantinopoli); "a forcipe", quando i lati brevi erano curvilinei (per esempio San Vitale a Ravenna e Santa Costanza a Roma).
NAVATA
La navata è la suddivisione interna di un edificio di grandi dimensioni per mezzo di una fila di colonne o di pilastri. Queste suddivisioni presero il nome di navate, dalla metafora che assimilava la chiesa alla nave di Cristo, dove a ciascun membro viene assegnato un posto ben preciso in base al ruolo da lui svolto. Il numero delle navate era sempre dispari ma non era fisso: una, tre, cinque sette, nove. La maggior parte delle basiliche era a tre navate; erano poche quelle a cinque navate (San Pietro in Vaticano); ancora meno quelle a sette (Santa Monica a Cartagine) ed a nove (Damus-el-Karita sempre a Cartagine).
Le navate furono adottate nell'architettura greca e romana per dividere edifici coperti ad uso pubblico, quali portici (o stoai), e basiliche civili, e l'interno delle celle templari. Il grande vantaggio delle navate era quello di dividere lo spazio interno in più sezioni che venivano coperte separatamente, quindi senza dover ricorrere a cupole e tetti mastodontici nel caso di edifici molto grandi.
Con l'ascesa del cristianesimo e l'abbandono del paganesimo ad opera dell'imperatore romano Teodosio I, i luoghi di culto già esistenti, ovvero i templi romani e greci, entro i quali solamente il sacerdote officiante i riti religiosi poteva accedere (il popolo infatti rimaneva all'esterno di essi), non si rivelarono adatti per il nuovo culto, che si era ormai codificato con la celebrazione dell'eucarestia da avvenire al chiuso. Inoltre i cristiani avevano un marcato disprezzo verso la religione pagana, ed il riutilizzo di templi antichi come chiese fu molto limitato in tutta l'Europa e il Mediterraneo.
Costantino I fu il primo a costruire nuove basiliche che si rifacevano alle basiliche civili, edifici polifunzionali dediti a varie attività commerciali, forensi e politiche. Le basiliche cristiane, la cui architettura fu presto codificata, avevano navate come le basiliche civili, da tre a cinque. La navata centrale era più alta, mentre le navate laterali erano più basse e più strette. La parte di navata laterale che emergeva oltre le navate laterali si chiama cleristorio, ed era particolarmente importante in epoca paleocristiana perché vi venivano collocate grandi finestre che inondavano la basilica di luce. La forma delle navate determinò anche il profilo della facciata, detta "a capanna" per via degli spioventi degradanti sui lati.
Sopra le navate laterali, vennero spesso collocati i matronei cioè la parte rialzata della chiesa riservata spesso alle donne (ma esistono anche "matronei" per la corte imperiale o altro).
PRESBITERIO
Presbiterio deriva da presbitero, ed è un termine liturgico e architettonico per indicare quella parte della chiesa che circonda l'altare maggiore e riservato al clero officiante.
Detto anche sacrarium e naòs, termine proprio della cella del tempio pagano, il presbiterio, per evidenti ragioni di visibilità, era spesso sopraelevato rispetto al livello pavimentale della chiesa per mezzo di alcuni gradini. Il presbiterio era sempre isolato da cancelli, che ne sottolineavano la sacralità. Gli organismi che lo componevano, fondamentali per le funzioni liturgiche, erano: l'altare, l'abside, la cattedra, i banchi per il clero, l'ambone e i cancelli.
Prima della riforma liturgica del Concilio Vaticano II il presbiterio era riservato al clero officiante e ai ministri.
Oggi anche le donne possono accedere ad esso.
TRANSETTO
Il transetto, nelle chiese con pianta a croce latina, corrisponde a quella navata trasversale che interseca perpendicolarmente, all'altezza del presbiterio, la navata centrale o tutte le navate. Ha la stessa altezza della navata centrale ed è talvolta diviso in tre navate. Il nome deriva dal latino trans (oltre) e saeptum (recinto): con ciò s'intende indicare il braccio che interseca trasversalmente quello longitudinale della basilica cristiana, o ai due terzi o al termine dello stesso, costituendo così simbolicamente la forma di una croce (croce latina). Questa viene definita immissa, se il transetto è ai due terzi del corpo longitudinale, e commissa, se è al suo termine.

Il transetto è in scuro
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