L'ENTROBOLARIO
IL DIZIONARIO DELL'ENTROTERRA
Ducezio
Ducezio (Mene o Nea, 488 a.C. - Kalè Aktè, 440 a.C.) fu re dei siculi dal 460 a.C. al 450 a.C.
Nato nella Sicilia sud orientale, probabilmente nell'odierna Mineo o a Noto, era un uomo molto carismatico che riuscì a conquistare l'animo dei siculi che da alcuni secoli erano oppressi dalla dominazione greca. L'influenza della popolazione indigena stava crescendo ed egli sfruttò la situazione per cercare di riaffermare la loro supremazia su quella dei conquistatori. Alla testa del suo esercito, Ducezio dominò la scena militare per più di dieci anni.
La sua prima impresa da generale fu quella di conquistare Etna, probabilmente ancora governata da Dinomene e sotto l'influenza siracusana da molto tempo. Nel 461 a.C. la rinominò Katane, costrinse gli abitanti che erano stati condotti lì da Gerone I a trasferirsi ad Inessa (da lui ribattezzata Etna) e riportò a Katane gli abitanti originari rifugiatisi a Leontinoi. Nel 460 a.C. venne eletto re del suo popolo.
Nel 459 a.C. ricostruì Mene (o Menaino, il luogo in cui sarebbe nato) e distrusse la fiorente città di Morgantina. Nel 453 a.C. fondò Palika, nei pressi dell'odierna Palagonia, e ne fece la capitale del suo stato. Successivamente conquistò anche Agnone. Nel 452 a.C. Syrakousa e Akragas gli dichiarano guerra, alleandosi con i greci. Nel 450 a.C. venne sconfitto a Nomai (forse in provincia di Agrigento) e successivamente a Motyon (vicino San Cataldo). Fu infine esiliato a Corinto.
Nel 444 a.C. rientrò in Sicilia
e fondò Kalè Aktè, presso l'odierna Caronia; lì
morì quattro anni dopo, nello stesso anno della distruzione di Palika.
tratto da Wikipedia,
Il condottiero siculo Ducezio
Secondo alcuni studiosi originario di Nea (attuale Noto), da altri ritenuto originario di Menai (odierna Mineo), in contrasto con le fonti storiche che attesterebbero essere questa città da lui stesso fondata; da altri ancora di Novara di Sicilia; il dibattito tra gli studiosi in merito alla sua patria non è ancora del tutto esaurito.
Ducezio fu uomo abile e attivissimo, e seppe sfruttare potentemente queste sue qualità a favore della sua gente di cui era capo e alla quale riuscì ad infondere sentimenti di alto patriottismo e di coscienza sociale.
Prime imprese di Ducezio furono la valorizzazione di Menai e la conquista di Morgantina. Nei pressi di Menai, alle sponde di un laghetto, vi era l’antico santuario dedicato agli dei Palici, figli di Adranos, e da lungo tempo in venerazione dai Siculi i quali vedevano nel lago le acque sussultare come se bollissero. Vedi anche “I Misteri in Sicilia”.
Presso questo santuario Ducezio fondò la città di Palikè (zona archeologica di Rocchicella presso Mineo-Palagonia) che doveva essere la capitale dello stato, dominante la fertile piana di Mineo, la quale avrebbe dato abbondanti risorse alla numerosa popolazione.
Fondata questa città e avendola circondata di mura, divise il territorio circostante in appezzamenti uguali e li sorteggiò tra coloro che vennero ad abitarvi. (Recenti studi sostengono che Ducezio sia stato il fondatore dell’antica Trinacria).
Dopo quest’opera Ducezio, con il suo numeroso esercito, si impadronì di Etna (cioè Catania) e dopo questa conquista rivolse le sue mire verso l’agrigentino e pose l’assedio a Motion. Contro di lui la città di Agrigento chiese l’aiuto di Siracusa la quale inviò il suo esercito. Ducezio lasciò parte dei suoi soldati all’assedio di Motion e rivolse l’attacco contro i Siracusani. Questi erano comandati da un certo Boleon e da un certo Faillo. Ducezio riuscì a sconfiggerli e i due comandanti dei Siracusani furono sottoposti a processo e, risultati colpevoli, furono giustiziati.
La città di Motion fu espugnata nel 459 a. C. non passò però molto tempo che un nuovo, forte esercito di Siracusa unito a quello di Agrigento, assaltò quello di Ducezio. Nella cruenta battaglia che ne seguì in località Nome i Siculi furono sconfitti; molti morirono, altri fuggirono in alture ben difese, tanto che gli avversari rinunziarono a inseguirli. Ducezio venne fatto prigioniero e mandato in esilio a Corinto.
Avendo
perduto la guerra i Siculi perdettero la Piana di Catania con Morgantina, Menai
e Inessa che passarono a Siracusa, mentre Motion fu ripresa da Agrigento. I
Siculi rimanevano indipendenti nella parte settentrionale della Sicilia ovvero
sulla valle superiore del Simeto e sui Nebrodi. Ducezio, dopo tre anni di esilio
a Corinto, fuggì e fece ritorno in Sicilia. Qui si diede a costruire
una nuova città nella parte settentrionale dell’Isola a cui diede
il nome di “Bella Spiaggia”, il che indica che tale era costruita
in riva la mare, odierna Caronia sul Tirreno. Fu la sua ultima opera, poiché
ammalatosi si spense di morte naturale nell’anno 440 a. C..
Tratto da Amedit: Storia di Sicilia di Antonino Iacono ed. Boemi
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