L'ENTROBOLARIO
IL DIZIONARIO DELL'ENTROTERRA
I valli di Sicilia

I valli in cui fu divisa la Sicilia fino al 1818 (cliica sull'immagine per ingrandirla)
Quando nell'827 gli Arabi si impossessarono della Sicilia la divisero in tre valli (o distretti): val Demone, val di Noto e val di Mazara.
Lo fecero da quello che secondo i loro calcoli più o meno matematici doveva essere il centro dell'isola: il monte Altesina (En).
Questa intuizione durò fino al 1818 quando nacvquero le 7 delle 9 province attuali.
Val Demone (o valdemone)
Il Val Demòne
(o Valdemone) era uno dei tre valli (o reali dominii al di là del Faro)
in cui era suddivisa amministrativamente la Sicilia dalla dominazione araba
a quella borbonica.
Riguardo all'etimologia del nome, secondo alcuni deriverebbe dall'espressione Vallis Nemorum ("valle dei boschi"), a motivo dell'abbondante vegetazione. Secondo altri, il toponimo è collegato alla parola greca ton diamenton (dal verbo diameno "perdurare, resistere"), che significa "i resistenti, i perduranti", ovvero, "quelli che resistono (nella fede)".[1]
La suddivisione della Sicilia in tre Valli ebbe termine nel 1818 quanto la riforma territoriale del Regno delle Due Sicilie divise l'isola in sette valli minori o province, come riferisce anche lo storico Michele Amari, secondo il quale il termine valli risalirebbe alla seconda metà del IX secolo e deriverebbe dall'arabo Wali, termine che definisce le magistrature preposte alle province. Qualcuno tuttavia ritiene che la suddivisione risalga al periodo dei Normanni.
A seguito
delle riforma del 1818 il vecchio Val Demòne venne a coincidere con l'attuale
provincia di Messina, perdendo una parte del suo territorio. Il Val Demone comprendeva
infatti, bene o male, l'odierna provincia di Messina e la parte nord del territorio
dell'Etna, includendo anche ad ovest Cefalù e a sud il territorio di
Troina e Nicosia. Si estendeva per circa 5.000 km² ed era il più
piccolo dei tre valli.
Val di Noto
Il Val di
Noto è il territorio della Sicilia orientale che geograficamente corrisponde
alla punta a sud dell'isola, individuata tra la provincia di Ragusa, di Siracusa
e parte delle province di Catania e di Caltanissetta.
Tra tutte le città del Val di Noto, i comuni di Caltagirone, Militello in Val di Catania, Catania, Modica, Noto, Palazzolo Acreide, Ragusa e Scicli nel 2002 sono entrati nella lista dei Patrimoni dell'umanità dell'UNESCO grazie al barocco siciliano.
Sono inoltre in corso di inserimento i centri storici dei comuni di Acireale in provincia di Catania, Ispica in provincia di Ragusa e Mazzarino in provincia di Caltanissetta.
Val di Mazara
lIl Vallo di Mazara era uno dei tre valli (o reali dominii al di là del Faro) in cui era suddivisa la Sicilia dalla dominazione araba a quella borbonica fino al 1818, quando la riforma dei territori del Regno delle due Sicilie suddivise il territorio isolano in sette province o valli minori.
Il Vallo di Mazara comprendeva tutta la zona occidentale dell'isola, le odierne province di Trapani, Agrigento e Palermo. I confini orientali si estendevano nella linea immaginaria tra Termini, Polizzi Generosa e Alicata. Il confine con i due altri Valli era definito infatti dalla linea ideale costituita dei due fiumi siciliani Imera Settentrionale o Superiore ed Imera Meridionale detto anche Inferiore o Salso. Si estendeva per circa 11.000 km² ed era il più grande dei tre.
L'attuale definizione
di Sicilia occidentale corrisponde in maniera approssimativa al vecchio Vallo
di Mazara.
www.ilconsole.it