Monte Venere e dintorni
data esplorazione: Novembre 2007
"Viaggio nel Tempo": ONOBOLA

 

Scheda


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cosa: Monte Venere e dintorni (cima, tomba nobildonna casa reale d'Inghilterra, cafè, panorami).

dove siamo: Entroterra di Castelmola (Me)

Viaggio nel Tempo: sempreterna (monte Venere); Tomba Lady Trevelyan (inizio XX secolo); Cafè Monte Venere (fine '800)

Autori del reportage: Giovanni Vallone. Un particolare ringraziamento a Ivan Calì - signora Maria Sterrantino (Tomba Trevellyan) - Antonietta Cundari (sindaco di Castelmola)


come arrivare : da Taormina salire verso Castelmola. Poco prima di arrivare al paesino, all'altezza di una curva a gomito, prendere una traversa sulla destra che indica per Mongiuffi-Melia, Antillo, ristorante Chicchirichì ...
Mantendendovi sempre sulla strada principale, dopo 3,7 km giungerete ad un bivio. Andando a destra vi trovate immediatamente da Ivan Calì (la prima casa a destra) dove è anche una essenziale salumeria gestita dalla gagliarda nonnina dello zampognaio.
Prendendo invece sulla sinistra (e non la traversina dove è scritto Monte Venere ma quella più grande che indica per contrada Francese), dopo 1,6 km circa giungerete ad un bivio. Qua avete una doppia scelta:
1. di fronte a voi c'è una strada battuta che in neanche 50 metri arriva a casa della signora Maria, depositaria della tomba di Lady Trevelyan.
Arrivate e, se non sarete assaliti dalle papere della simpatica donna, gridate: "Signora Mariaaaa...signora Mariaaaa....". Non conosco altro metodo. La signora è gentilissima e chiacchierona.
2. se invece imboccate la strada a sinistra dopo circa 1 km giungerete alle pendici di Monte Venere.
Posteggiate e, se vi va, scalatelo. 30 minuti e siete in cima da dove dominerete la magnifica scala naturale di Taormina (isola Bella - teatro Greco - castello Saraceno - Castelmola).


Per arrivare al Cafè continuare su questa strada. Con il monte alla vostra sinistra iniziate la discesa. Attenti che il percorso è impervio e lo spettacolare panorama potrebbe farvi finire nel precipizio !!! Dopo 700 metri troverete una strada sulla vostra destra. Ignoratela e posteggiate. In alto, alla vostra sinistra, vedrete la sagoma rossa del Cafè.

Continuando su questa strada a sinistra per altri 2,5 km raggiungerete Castelmola.

 

 

 

 

Monte Venere (e dintorni)
Noi abbiamo visitato:
1.
Ivan, u ciaramiddaru - 2. Monte Venere - 3. La tomba di Lady Trevellyan - 4. Cafè Monte Venere


I.G.M. foglio 613, TAORMINA (1:50.000)

 

In Sicilia basta un soffio per trovarsi improvvisamente nell'entroterra.

Un attimo e siete nel niente.


Come da queste parti. La movida multietnica di Taormina lascia come d'incanto il passo ai lenti ritmi della natura e degli uomini attorno ad essa.


In cima a Monte Venere il mondo sembra pieno di sogni.


Nei dintorni di Monte Venere il mondo sembra pieno di fate, streghe...

 

 

1.IVAN, U CIARAMIDDARU

Conobbi Ivan durante le registrazioni di Baciamo Le Voci. Alla Rai adorarono subito i racconti ed i suoni di questo zampognaio tanto che la sua immagine divenne la foto ufficiale del comunicato stampa del programma.

Per contattare Ivan bisogna andare direttamente a casa sua, tra i campi e le bestie dell'entroterra di Castelmola.

Ivan non ha telefono e non ne vuole avere.
Dalla sua proprietà si vede il mare di Taormina, attraverso un eccezionale panorama.

Insieme a sua moglie vive di pascolo, agricoltura e saggezza.

Abitano in una vecchia balera che devono ristrutturare da una vita.

Sotto, la nonna, gestisce un alimentari, pieno di gatti e con la merce che gia sa a chi andrà. Sigarette, pasta, vino, olio...sono tutti contati.


D'altronde, chi dovrebbe passare in questi posti sperduti dell'entroterra ?

Poi c'è anche Mimma, un'arabo-sicula, moglie di Ivan

Quando andate a trovarli salutatemeli.

 

Video
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IVAN LO ZAMPOGNAIO: AUDIO (da: Baciamo Le Voci)

 

 

 

2. MONTE VENERE

Monte Venere è proprio il cappuccio della brioche, visto da lontano.

A questo somiglia, difatti.

Monte Venere domina la scala naturale di Naxos (Naxos - Taormina - Castelmola- Monte Venere) e quando i Greci, nel lontano 734 a.C., sbarcarono per la prima volta nell'isola, proprio nelle acque dell'attuale Giardini, rimasero incantati dal posto esattamente come i turisti oggi.

Monte Venere è alto 884 metri.

 

La strada arriva fino a circa 750 metri. Il resto è a piedi, in circa 40 minuti di buona volontà.

La foto mostra la cima e l'aridità del monte.

 

Dalla cima succede questo. E siccome dalla foto non si vede la magnificienza che voglio spiegare lo faccio con le parole.

Dalla cima si vedono perfettamente l'abitato di Castelmola, castello Arabo e teatro Greco di Taormina, la mitica Isola Bella inzuppata nel mar Jonio e mezza Calabria.

Pare che quassù fosse un avamposto delle poleis di Naxos e Tauromenion, durante l'antecristo.


Non c'è eccessivo cocciame ma resti di quelle che potrebbero essere state strade.

 


Volgendo lo sguardo a sud si acchiappa pure l'Etna.

 

Qua ebbi il mio panino le cui briciole allietarono la comitiva stretta, ovvero: le formicole.

Video
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3. LA TOMBA DI LADY TREVELLYAN
inizio XX secolo

E' veramente una storia bellissima quella che sto per raccontarvi.

La storia vuole che verso il '700 una gran moda invase lo spirito dei salotti colti europei: il viaggio verso le radici, verso le antiche bellezze dell'epoca greca e romana.

Le grand voyage (o Grand Tour).

E così fu l'inizio dei viaggi pittoreschi (altro nome del tour), perchè questi tizi, in sintonia con il loro animo intellettuale, disegnavano quello che vedevano; facevano dei disegni, delle pitture, insomma, ed i loro viaggi furono detti pittoreschi.

Perchè, tanto per dire anche questa, la fotografia fu inventata nel 1826 come dimostra la foto qua sotto: la prima fotografia di tutti i tempi, una finestra.

 

La Sicilia divenne la tappa preferita di questi viaggiatori e Taormina divenne il pasticcino da comprare a tutti i costi.

A cavallo tra l'800 ed il '900, la Belle Epoque,e gli inglesi si fiondarono in questa terra ed in queste zone.

La più importante famiglia, a livello di pettegolezzo, fu certamente quella dello scrittore Lawrence che, in compagnia della moglie Connie una "donna di facili costumi" di fama internazionale, passava alcuni periodi in quel di Taormina.

E così fu che la signora Connie pensò bene di spassarsela con tale Peppino d'Allura mulattiere di Castelmola che, tra una vangata e l'altra, cornificava lo scrittore inglese (poi la moglie confessò al marito tutte le sue avventure ed il Lawrence ci scrisse pure un libro che risultò il suo capolavoro: L'amante di Lady Chatterley).

Gli incontri tra il mulattiere e la sbarazzina signora inglese avvenivano proprio da queste parti, sotto Monte Venere, dove un'altra inglese, amica della Connie, viveva.

Insomma: qua era pieno di inglesi che soprattutto nelle campagne avevano comprato terreni panoramicissimi.

Una di queste si chiamava Florence Trevellyan. Nacque ad Hallington nel 1852.
Era dama di compagnia, nonchè parente di secondo grado, nientepopodimenoche della Regina Vittoria.


Eccole insieme nella fotografia.


Lady Florence, orfana sin da piccola del padre (morto quando lei aveva appena due anni), era stata allevata alla corte della Regina Vittoria che nel 1861 era rimasta vedova.


Con la piccola Florence , la regina condivideva l’amore per i cani, per gli uccellini, per la botanica e per il ricamo.
Ma Florence, a ventisette anni, si innamorò del figlio della regina, lo scapestrato nonchè gia sposato Edoardo, e la cosa suscitò scandalo.

Fu allontanata dalla corte con un vitalizio da far arrossire pure Berlusconi (50 sterline al mese che le inviava il tesoriere di corte sir Lamberton)

E da allora la giovane nobildonna inglese divenne una delle principali "turiste" dell'ottocento.
La donna viaggiò dall'India, all'Australia, dalla Birmania al Magreb, sin quando nel 1884 si fermò a Taormina per sempre, dove sposò il 13 luglio 1890 il sindaco, un luminare della scienza medica, il ricco filantropo Prof. Salvatore Cacciola , sindaco della città, dal quale ebbe l'unico figlio Edoardo morto, come sua sorella Edith, durante il parto (8 novembre 1891).

Ebbe un sereno ed affettuoso rapporto con il ricchissimo marito col quale acquistò 87 lotti di terreno e vecchie casette di pescatori (che rase al suolo) per realizzare l'attuale fantastico Giardino Pubblico e le caratteristiche fantasiose costruzioni in stile orientale.

Acquistò per 5.700 lire dall'ex sindaco di Taormina Ciprioti la famosa Isola Bella (Taormina), che il primo cittadino aveva avuto in dono, per la sua fedeltà ai Borboni ,da re Ferdinando I nel 1806.

Su quest'isola la nobildonna, in cima, costruì una casetta e piantumò rare essenze pregiate oltre a cipressi, palme, pini mediterranei, così come fece nelle altre proprietà a Monte Poretta, Monte Venere, Monte Croce, Monte Paradiso, (le montagne che circondano Taormina e che prima di allora erano brulle) utilizzando 42 contadini che aveva ogni mese in busta paga ed ai quali insegnò "il giardino all'inglese".


Ospitò nella principesca villa del marito e nel suo splendido giardino che chiamava "Hallinghton siculo" (in onore alla sua residenza scozzese), le persone più importanti dell'epoca in visita a Taormina o invitate da lei, come il Kaiser Guglielmo II di Germania , lo Zar Nicola II , persino Edoardo VII (ma solo dopo la morte della madre la Regina Vittoria), il Principe Vittorio Emanuele Savoja Aosta,la Principessa Amelia di Portogallo, sorella della regina Elena, la contessa Mazzarino, Donna Franca Florio, Donna Tina Whitaker, oltre ad artisti e letterati come Oscar Wilde (che, tramite il cugino Charles, ministro britannico, aiutò finanziariamente dopo la sua scarcerazione), Guido Gozzano, Nietzsche e Gabriele D'Annunzio contribuendo così a far conoscere Taormina fra i personaggi illustri del tempo.


Costituì un centinaio di doti nuziali alle giovanette di Taormina e quando morì' (di polmonite per aver fatto dei bagni a casa nella vasca ricolma di acqua gelida di mare), si fece seppellire nella montagna più alta che circonda Taormina, a 800 m.s.l.m., a Castelmola e da allora quel monte si chiamò "A Francisa" ("La francese") in suo onore (perché a quel tempo i siciliani chiamavano "francisi" tutti i forestieri) e dal suo principesco palazzo al centro di Taormina, accanto al Teatro Greco, sino al luogo della sua sepoltura (a 15 km) Lady Florence fu accompagnata da una corte di pastori che suonavano le cornamusa siciliane che a lei facevano ricordare le sue cornamuse scozzese, nonché dalle decine e decine di donne che aveva aiutato formandogli la dote e che buttavano fiori al suo passaggio nonché da quanti aveva beneficiato, uno stuolo di contadini e di pescatori.


Nel testamento obbligò gli eredi a non costruire mai in "Hallington Siculo" e all' Isola Bella (Taormina) e a non cacciare nelle sue vaste proprietà e di accogliere e curare gli uccellini ed i cani come aveva fatto lei.


Appassionata di teatro e del bel canto ( si dilettava anch'essa nel canto), recitò per diletto con un certo successo nel 1985 a Melbourne in Australia ed inventò les tableaux vivants (i quadri viventi) ed esportò , anche, il corso dei fiori (le sfilate dei carri in fiori) a Palermo.
.
Nel suo principesco palazzo fu realizzata dal marito, prof.Cacciola, in perfetto stile neo-classico, un tempio, che divenne la prima loggia massonica di Taormina : la "Rinascimento"(1904).
Il suo busto bronzeo è stato collocato, al centro del suo fantastico giardino che divenne, alla morte del marito Salvatore Cacciola (1927), il Giardino Pubblico di Taormina.
Lo scrittore Guido Gozzano s'ispirò a lei quando scrisse il romanzo Alcina.


Morì nel 1907 a soli 55 anni ed esattamente 100 anni fa (questo foglio di viaggio è stato scritto nel 2007).
Volle essere seppellita in una cappella costruita qua sopra, nel giardino di casa sua.

Oggi la casa della Florence non c'è più.
Ma la tomba si.


Eccola. Fa parte della proprietà della signora Maria che la custodisce cambiando anche i fiori quando appassiscono.
Sono oltre 30 anni che nessuno viene più a trovare la signora.

 


La foto illustra Maria all'ingresso della tomba. Si notino le due nicchie laterali.
La tomba ha un bel portale a triplice ghiera.
Essa è una struggente testimonianza dell'incantesimo che questa terra spesso suscita nei visitatori tanto da eleggerla a meta finale della prorpia viita.
Ne conosco un'infinità di queste persone che hanno scelto la nostra isola a dimora. Anche eterna.

La simpatica e sicilianissima signora Maria adesso è l'unica compagnia di Florence.

 


Che sopra la tomba ha voluto mettere un suo busto marmoreo a ricordo della sua vita.

Che tutti hanno dimenticato...

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4. ex CAFE' MONTE VENERE
fine '800

Barcollano le sensazioni al Cafè Monte Venere, in fondo nella foto.

Tutto è finito. La belle epoque andata via.

I mulattieri non accompagnano più le signore straniere al Cafè Monte Venere.

 

Era la fine dell'800 quando in questa spettacolare mulattiera dominante la scala naturale del taorminese, poco più di 2 km oltre Castelmola, si giungeva a questo ristoro, sciccoso foyer a cielo aperto.

 

 

Entriamo avvolti dal silenzio e da questo pavimento anni '60.

 

 

Ma la struttura originaria, quella che vide sicuramente anche lo scrittore Lawrence, il principe Eduardo, Oscar Wilde, lo zar Nicola II di Russia, la nobiltà di Sicilia... come clienti, è quella della foto sopra e della foto sotto

 

Il salotto all'interno era su due elevazioni. Rimangono le romantiche finestre in pietra arenaria tipica della zona e due malconce travi a ricordar un soppalco.

Da notare, sulla sinistra, una bellissima pietra lavica lavorata, certamente ad uso puramente estetico.

 

Quella, il tempo, non la sposterà neanche tra 2.000 anni (come, tra l'altro, è possibile osservare visitando antiche città greche o romane, qua in Sicilia)

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