Monte
Venere e dintorni
data esplorazione: Novembre
2007
"Viaggio nel Tempo": ONOBOLA


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| In Sicilia basta un soffio per trovarsi improvvisamente nell'entroterra. Un attimo e siete nel niente.
1.IVAN, U CIARAMIDDARU
Conobbi Ivan durante le registrazioni di Baciamo Le Voci. Alla Rai adorarono subito i racconti ed i suoni di questo zampognaio tanto che la sua immagine divenne la foto ufficiale del comunicato stampa del programma. Per contattare Ivan bisogna andare direttamente a casa sua, tra i campi e le bestie dell'entroterra di Castelmola. Ivan
non ha telefono e non ne vuole avere. Insieme a sua moglie vive di pascolo, agricoltura e saggezza. Abitano in una vecchia balera che devono ristrutturare da una vita. Sotto, la nonna, gestisce un alimentari, pieno di gatti e con la merce che gia sa a chi andrà. Sigarette, pasta, vino, olio...sono tutti contati.
Poi c'è anche Mimma, un'arabo-sicula, moglie di Ivan
Quando andate a trovarli salutatemeli.
IVAN LO ZAMPOGNAIO: AUDIO (da: Baciamo Le Voci)
2. MONTE VENERE
Monte Venere è proprio il cappuccio della brioche, visto da lontano. A questo somiglia, difatti. Monte Venere domina la scala naturale di Naxos (Naxos - Taormina - Castelmola- Monte Venere) e quando i Greci, nel lontano 734 a.C., sbarcarono per la prima volta nell'isola, proprio nelle acque dell'attuale Giardini, rimasero incantati dal posto esattamente come i turisti oggi. Monte Venere è alto 884 metri.
La strada arriva fino a circa 750 metri. Il resto è a piedi, in circa 40 minuti di buona volontà. La foto mostra la cima e l'aridità del monte.
Dalla cima succede questo. E siccome dalla foto non si vede la magnificienza che voglio spiegare lo faccio con le parole. Dalla cima si vedono perfettamente l'abitato di Castelmola, castello Arabo e teatro Greco di Taormina, la mitica Isola Bella inzuppata nel mar Jonio e mezza Calabria. Pare che quassù fosse un avamposto delle poleis di Naxos e Tauromenion, durante l'antecristo.
Qua ebbi il mio panino le cui briciole allietarono la comitiva stretta, ovvero: le formicole.
3.
LA TOMBA DI LADY TREVELLYAN E' veramente una storia bellissima quella che sto per raccontarvi. La storia vuole che verso il '700 una gran moda invase lo spirito dei salotti colti europei: il viaggio verso le radici, verso le antiche bellezze dell'epoca greca e romana. Le grand voyage (o Grand Tour). E così fu l'inizio dei viaggi pittoreschi (altro nome del tour), perchè questi tizi, in sintonia con il loro animo intellettuale, disegnavano quello che vedevano; facevano dei disegni, delle pitture, insomma, ed i loro viaggi furono detti pittoreschi. Perchè, tanto per dire anche questa, la fotografia fu inventata nel 1826 come dimostra la foto qua sotto: la prima fotografia di tutti i tempi, una finestra.
La Sicilia divenne la tappa preferita di questi viaggiatori e Taormina divenne il pasticcino da comprare a tutti i costi. A cavallo tra l'800 ed il '900, la Belle Epoque,e gli inglesi si fiondarono in questa terra ed in queste zone. La più importante famiglia, a livello di pettegolezzo, fu certamente quella dello scrittore Lawrence che, in compagnia della moglie Connie una "donna di facili costumi" di fama internazionale, passava alcuni periodi in quel di Taormina. E così fu che la signora Connie pensò bene di spassarsela con tale Peppino d'Allura mulattiere di Castelmola che, tra una vangata e l'altra, cornificava lo scrittore inglese (poi la moglie confessò al marito tutte le sue avventure ed il Lawrence ci scrisse pure un libro che risultò il suo capolavoro: L'amante di Lady Chatterley). Gli incontri tra il mulattiere e la sbarazzina signora inglese avvenivano proprio da queste parti, sotto Monte Venere, dove un'altra inglese, amica della Connie, viveva. Insomma: qua era pieno di inglesi che soprattutto nelle campagne avevano comprato terreni panoramicissimi. Una
di queste si chiamava Florence Trevellyan. Nacque ad Hallington nel
1852.
Fu allontanata dalla corte con un vitalizio da far arrossire pure Berlusconi (50 sterline al mese che le inviava il tesoriere di corte sir Lamberton) E
da allora la giovane nobildonna inglese divenne una delle principali
"turiste" dell'ottocento. Ebbe un sereno ed affettuoso rapporto con il ricchissimo marito col quale acquistò 87 lotti di terreno e vecchie casette di pescatori (che rase al suolo) per realizzare l'attuale fantastico Giardino Pubblico e le caratteristiche fantasiose costruzioni in stile orientale. Acquistò per 5.700 lire dall'ex sindaco di Taormina Ciprioti la famosa Isola Bella (Taormina), che il primo cittadino aveva avuto in dono, per la sua fedeltà ai Borboni ,da re Ferdinando I nel 1806. Su quest'isola la nobildonna, in cima, costruì una casetta e piantumò rare essenze pregiate oltre a cipressi, palme, pini mediterranei, così come fece nelle altre proprietà a Monte Poretta, Monte Venere, Monte Croce, Monte Paradiso, (le montagne che circondano Taormina e che prima di allora erano brulle) utilizzando 42 contadini che aveva ogni mese in busta paga ed ai quali insegnò "il giardino all'inglese".
Oggi
la casa della Florence non c'è più.
La simpatica e sicilianissima signora Maria adesso è l'unica compagnia di Florence.
Che tutti hanno dimenticato...
4.
ex CAFE' MONTE VENERE
Barcollano le sensazioni al Cafè Monte Venere, in fondo nella foto. Tutto è finito. La belle epoque andata via. I mulattieri non accompagnano più le signore straniere al Cafè Monte Venere.
Era la fine dell'800 quando in questa spettacolare mulattiera dominante la scala naturale del taorminese, poco più di 2 km oltre Castelmola, si giungeva a questo ristoro, sciccoso foyer a cielo aperto.
Entriamo avvolti dal silenzio e da questo pavimento anni '60.
Ma la struttura originaria, quella che vide sicuramente anche lo scrittore Lawrence, il principe Eduardo, Oscar Wilde, lo zar Nicola II di Russia, la nobiltà di Sicilia... come clienti, è quella della foto sopra e della foto sotto
Il salotto all'interno era su due elevazioni. Rimangono le romantiche finestre in pietra arenaria tipica della zona e due malconce travi a ricordar un soppalco. Da notare, sulla sinistra, una bellissima pietra lavica lavorata, certamente ad uso puramente estetico.
Quella, il tempo, non la sposterà neanche tra 2.000 anni (come, tra l'altro, è possibile osservare visitando antiche città greche o romane, qua in Sicilia)
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