Il
quartiere Cavallaro è un quartiere medioevale di tipica impronta
arabeggiante.
Significa che le casette sono ad un piano, quasi tutte, e addossate
l'una all'altra.
E' piccolino.
I suoi punti di interesse sono costituiti essenzialmente dai ruderi
del carcere vecchio e da un malandato Palazzo del Marchese Schisò.
Il carcere vecchio, a dire il vero, è nettamente più malandato
del succitato palazzo ma, nei brandelli di pietra ancora intatti, manifesta
una serie di spunti interessanti che il viaggiatore potrebbe, guida
al seguito, apprezzare.
1.
IL CARCERE VECCHIO (?)
(XV secolo ?)

Io
non credo che sia stato un carcere ma questo ha poca importanza.
La
foto riprende una parte della costruzione e il paese di Gaggi sullo
sfondo.

Personalmente
ho trovato di eccezionale interesse questa scala a tenaglia interamente
costruita in pietra lavica.
Ricordo che la pietra in Sicilia ha un storia tutta particolare.
Ad esempio da queste parti la pietra lavica era più o meno di
facile reperibilità (Alcantara a due passi), ma se proprio si
voleva risparmiare la costruzione si sarebbe potuta fare in arenaria,
pietra reperibile direttamente sul luogo.
Quindi io mi domando: per costruire un carcere si doveva ricorrere alla
pietra lavica che meglio si adatta, da queste parti, ad una costruzione
signorile ?


Alla
fine della scalinata purtroppo il tempo l'ha fatta da padrone e ci ha
restituito esattamente quello che vedete.
La foto ci illustra l'incontro delle due rampe: l'invito ed altri tre
gradini che portavano al piano superiore, totalmente crollato.

Bellissime
finestre in pietra lavica abbellivano il prospetto esterno.

Magari in questa foto non è molto chiaro ma il video a seguire
darà un esito migliore.
Siamo nella parte interna della struttura e colpisce (in basso al centro)
quella piccola edicoletta votiva in mattoncini rossi.
Anche questa è una caratteristica struttura siciliana: i mattoni
cotti infilati tra le pietre.
I romani ci hanno costruito intere città in questa maniera.
2.
IL PALAZZO DEL MARCHESE SCHISO'
(XV secolo ?)

Il
palazzo è di fronte al carcere.
Certamente imponente rispetto alle basse case del borgo ma in linea
generale non certo sinonimo di grande ricchezza.
Insomma: il marchese Schisò, almeno in questa costruzione, ha
fatto finta di perdere il portafoglio.
Questa
è una parete esterna dell'edificio.
Il balconcino è estremamente povero mentre le due aperture hanno
una bella cornice in pietra lavica.
Nell'insieme l'aspetto è quello tipico di una casa di campagna
più che di un palazzo signorile.