San Salvatore La Placa
(Rocca Badia)


data esplorazione: Novembre 2007
"Viaggio nel Tempo": ONOBOLA

 

Scheda


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cosa: Abbazia fortificata di San Salvatore la Placa (ruderi)

dove siamo: Rocca Badia, pianoro a 510 mt s.l.m., Francavilla di Sicilia (Me)

Autori del reportage: Giovanni Vallone in compagnia di Alessandro Di Bella. Un particolare ringraziamento a Michele La Rosa e Giuseppe Di Dio.


come arrivare : da Francavilla prendere la ss 185 direzione Mojo - Novara di Sicilia. Proprio a valle, dove la strada si divide (a sinistra per Mojo dritto per Novara), alzate lo sguardo in alto e vedrete questo sito, su una piccola altura. Avete due possiiblità per arrivare in cima.
1. Se siete con un normale mezzo andate dritto verso Novara di Sicilia e, subito dopo un curvone, ecco il ponte San Paolo che scavalca il torrente Iatro. Posteggiate per strada e prendete quella stradina sulla sinistra poco prima del ponte. Da qua, in qualche maniera, e pure scavalcando il fiume, iniziate la faticosa salita verso il monastero fortificato (come riferimento potete prendere i pali della luce). In circa 40 minuti è fatta.
2. Se invece avete un mezzo fuoristrada prendete a sinistra per Mojo e dopo circa 1 km alla vostra destra vedrete un abbeveratoio ed una stradina attigua ad esso. Prendetela ed a fiuto (ma soprattutto ad occhio), in neanche 10 minuti, arriverete quasi sino alla Rocca Badia.

 

 

 

San Salvatore La Placa (Rocca Badia)
Noi abbiamo visitato:
1.
L'abbazia fortificata in cima a Rocca Badia, 510 mt s.l.m.


I.G.M., foglio 613 Taormina (1:50.000)

 

COME PECORE

Il fiume Alcantara, l'Onobola dei Romani, avrà percorso circa 35 km dalla sorgente.

Siamo sulla riva sinistra.

In alto domina la Rocca Badia tra vallate a pascolo di straordinaria poesia.

Inizia la scalata, come pecore che scalano.

Siamo pecore, dunque.

 

1. SAN SALVATORE LA PLACA (ROCCA BADIA)
XI secolo ?

 

Francavilla di Sicilia è laggiù, infilata tra i seni dei monti. La depressione altro non è che il corso dell'Alcantara. La foto è stata scattata dall'alto della Rocca Badia.

 

In cima alla Rocca Badia nell'XI secolo (Sicilia normanna) il conte Ruggero I, il nuovo re dell'isola che scacciò gli Arabi, fece erigere un monastero il quale, da consuetudine per i tempi, venne fortificato, sia dalla natura (3 lati inaccesibili) sia dall'uomo (cioè dotato di una cinta muraria).

Ora... il dubbio della gallina e dell'uovo, per gli storici-studiosi della Sicilia si trasforma in: ma prima di questo che stiamo vedendo c'era qualcosa ?

Insomma: le possibilità che prima di quest'abbazia fortificata, in questa dominante altura, vedetta naturale, ricca d'acqua e terreni agricoli, ci fosse qualche altra cosa (torre, presidio, piccola comunità...) sono infinitamente alte tanto quanto infinitamente basse.

Comunque, sono infinite...almeno fin quando non troviamo un pezzo di documento, libro, rivelo...

 


Questa foto ci mostra la natura marnosa della vetta.

 

Video
bassa definizione - attendere qualche istante prima della visione

 

 

Eccoli qua gli struggenti ruderi in cima alla rocca.
I monaci abbandonarono il complesso verso il XVIII secolo.
Ma per 600 anni sono stati qua sopra.

Ecco, da quassù, e chissà quante volte lo ripeteremo in questi nostri Viaggi nel Tempo, ecco che la Sicilia presenta cartoline di colori e paesaggi senza rivali.

Si rincorrono vallate, l'Etna guarda tutti dall'alto, boschi e pascoli fanno a gara, gli uccelli volano liberi...

 

Superato un portone in pietra lavica, ridotto a brandelli, siamo all'interno della struttura.

Un'enorme giardino di pietra occupa quasi tutto il pianoro a 510 mt d'altezza.

 

Subito a sinistra dell'ingresso quella che doveva essere una cappella.

Almeno così a me è sembrato.

Anzi a noi visto che a farmi compagnia quel giorno c'era Alessandro.

Si capisce lo spettacolare verde di campagna attorno a questo sito, vero ?

 

Arrivati in cima si nota subito il dirupo strapiombo su tre lati della Rocca.


Ad est, nord e sud non si passava.

Siamo sulla parte più alta della rocca dove era la sede vera e prorpia del monastero-fortificato.

Sgangherati muretti in pietra lavica delimitano quelle che dovevano essere le antiche stanze dei monaci.

 

Questa foto è stata scattata in pausa pranzo che per l'occasione era composta da una scatoletta di tonno, dell'ottimo salame, un galbanino, delle olive, un cioccolattino ed un arancia.

E ci si sente re.

Re di Sicilia.

Ogni qual volta ci si trova in questi posti che un tempo furono castelli, monasteri, feudi... quello che si è lasciato appare in tutta la sua pochezza.

E comunque, romanticherie a parte, la foto di sopra mostra l'immancabile cisterna.

 

Video
bassa definizione - attendere qualche istante prima della visione

 

I PRETACCI DI SAN BASILIO

Ma voi vi immaginate tutti questi pretacci qua sopra, uno con l'altro, brutti, sporchi e cattivi ?

Io così gli immagino.

Dai, sto quasi scherzando ...

Erano basiliani, cioè supporter di San Basilio Magno, un seguace di Cristo vissuto nel '300.

San Basilio era una specie di moderatore tra i preti all'antica e quelli moderni.

Non amava il romitaggio, troppo solitario, e istigava una vita monastica dedicata essenzialmente sia all'elevazione del proprio spirito (attraverso la preghiera ed una sorta di condizione eremita) ma, soprattutto, al contatto con il popolo, al servizio missionario (l'antitesi dell'eremita).

All'eremo Basilio preferisce il Cenobio, che prevede sempre celle autonome ed anguste, ma ha diversi spazi in comune (luoghi di preghiera e lavoro).

Era fissato con il lavoro (giustamente), ed i suoi pretini dovevano, durante l'arco della giornata, lavorare per la comunità.

E così c'erano basiliani muratori, basiliani calzolai, basiliani artigiani ...

Oggi, altro che basiliani lavoratori.

Sono rimasti solo parassiti.

 

 

 

 

Diario

"Siamo su un cozzo di Sicilia che come molti altri dell'isola è stato sede di un abitato.

In questo caso le notizie certe ci dicono che verso il 1090 re Ruggero il Normanno fece erigere un monastero fortificato e lo donò a tale Clemente, un prete della zona.

Volgendo lo sguardo ad est potete vedere il paese di Francavilla, prorpio a ridosso dell'Alcantara e sede di un abitato preistorico.

In quel posto re Ruggero fece costruire pure un castello, anch'esso attualmente ridotto proprio male.

Questo posto dove siamo fu certamente uun'abbazia fortificata.

Qua i monaci ci vissero fino a circa il 1850.

Ecco queste sono le stanzette del monastero... qua è la cisterna... quella è l'Etna...questa è la Sicilia dell'entroterra !"

 

 

 

 

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