vecchia ss185 -
Borgo San Giovanni

data esplorazione: gennaio 2008
"Viaggio nel Tempo": ONOBOLA

 

Scheda


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cosa: vecchio tracciato della statale 185 e borgo agricolo abbandonato

dove siamo: Francavilla di Sicilia (Me)

Viaggio nel Tempo: XX secolo

valutazione: *****

ambasciatori di zona: Giuseppe Di Dio e Michele La Rosa

 


come arrivare : Da Francavilla di Sicilia prendere la strada per Novara di Sicilia (ss185). Arrivati al ponte San Paolo (conosciutissimo ed in tutte le cartine), dopo neanche 100 mt, imboccare la stradella a sinistra. Questa è la vecchia ss185. Dopo circa 200 metri eseguire la curva a gomito verso sinistra (e non andare dritto). Vi accorgerete che la strada è quella giusta perchè dopo neanche 100 metri da questa curva a gomito, sulla destra, noterete una casetta con un toro disegnato sopra il portone d'ingresso.

E immediatamente dopo ecco la casa cantoniera rossa.
Altri 5 km circa (purtroppo abbiamo dimenticato di azzerare il contachilometri) e si arriva al Borgo San Giovanni.
Qua non spaventatevi. Avete due possibilità: se non siete in fuoristrada tornate indietro.
Se avete un fuoristrada proseguite per la stradella sterrata che, anche se non sembra, gira attorno le case del borgo, sale fin su al monte facendosi spazio tra le erbacce e infine giunge, su una strada asfaltata. Scendete (cioè andata a destra) e dopo 7 km giungerete a Francavilla di Sicilia.

 

 

 

ss 185 - Borgo San Giovanni


I.G.M. foglio 613, Taormina (1:50.000)

Noi abbiamo visitato:
1.
La vecchia ss 185 (XX secolo) - 2 Il borgo agricolo San Giovanni (XX secolo) - 3 E' indicata la deviazione per Francavilla

 

Cose e paesaggi destinati a essere dimenticati. Sia la vecchia strada statale che l'abbandonato borgo agricolo.

 

 

1.ss 185 (vecchio tragitto)
XX secolo

Strade di una volta... Vecchie cantoniere rosse a ricordare antichi fasti.

 

Sale sale la vecchia statale e pian piano si mangia tutto il paesaggio sottostante.

Adesso siamo alla stessa altezza della fronteggiante Rocca Badia.

E le pecore stanno sempre fisse a guardare...

 

 

2. BORGO SAN GIOVANNI
XX secolo

Questa strada che fù porta ad un borgo che fù.

Borgo San Giovanni è un'invenzione del 1950 circa sull'onda delle precedenti fondazioni fasciste dell'ante guerra.

A partire dal 1920, difatti, in piena epoca fascista, ,furono fondate ed inaugurate alcune nuove città, diversi centri urbani e numerosi villaggi agricoli in alcune zone d'Italia e nelle colonie africane italiane.

La Sicilia fu quella in cui ne nacquero di più. Borghi più che città.

In ogni caso le nuove fondazioni avevano un carattere rurale con l'ottica fascista di un ritorno alla terra e alla civiltà contadina da preferire alla grande urbanizzazione. Effettivamente dietro a questa motivazione idealistica sussisteva la maggiore facilità di controllare piccoli gruppi di persone rispetto alle grandi masse delle città, e allo stesso tempo di poterne catturare il consenso.

Alcune di queste fondazioni diventarono vere e proprie città (Littoria ad esempio, l'odierna Latina).

Altre niente... come Borgo Schisina, a due passi da questo nostro.

Ma in ogni caso anche esso abbandonato.

Questi centri prevedevano spesso una piazza centrale, spesso una "Torre Littoria" e tutto intorno gli edifici pubblici principali, quali la casa comunale, la chiesa, la casa del fascio, la caserma della milizia, l'ufficio postale, la scuola, ed altro.

Intorno a questo nucleo centrale si estendevano, nei centri piu grandi, i quartieri abitati veri e propri, oppure nei centri rurali, le campagne appoderate.

Lo stile architettonico è vario: risaltano le realizzazioni in stile razionalista, privo di ornamentazioni architettoniche se non i simboli del regime (aquile e fasci) in altorilievi sui muri o sulle pavimentazioni, ma anche il futurismo italiano, lo stile liberty, il nazional-razionale, nonché lo stile rurale tradizionale.

Nel progetto dei centri piu importanti operarono i principali architetti italiani dell'epoca!

Non è questo, evidentemente, il nostro caso. Oltretutto qua si sono rubati anche i chiodi e la disposizione è nettamente differente.

Da un lato del pianoro sono la chiesa e affiancata quella che doveva essere una specie di grande mamma, cioè un edifico pubblico che fungeva da delegazione comunale, bar, taverna, posto telefonico...

Questo è il prospetto di una casa. Da sinistra verso destra ( e vale per tutte) terrazza, stalla, cucina-salone, ingresso e camera da letto

 

 

I bagni erano alla turca, alla faccia delle donne.

 

 

Questa è la cucina e limitrofa la finestra della stalla.

 

Tutte tremendamente uguali e, in verità, bruttine.

Anche se infilate dentro un trionfo paesaggistico di rara bellezza.


 


Per saperne di più sulle fondazioni fasciste in Sicilia date un'occhiata all'entrobolario alla voce Fondazioni fasciste.

 

 

 

Video
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