Mongialino
- Piano Casazze
regia trazzera
data di inizio esplorazione:
dicembre 2007
"Viaggio nel Tempo": COSTA DI DUCEZIO

Attenzione: queste schede hanno bisogno del sostegno culturale di tutti. Se ne sapete di più o trovate qualche imperfezione non esitate a comunicarcela. Basta mandarci una mail a: sicilia@ilconsole.it

|
Breviario di sella Godo sopra il costone che domina due vallate opposte. Da
Michele, il nostro ambasciatore, abbiamo mangiato lardo, gelatina, salame
e salsiccia. |
|
Grande suggestione tra il bianco calcare dei rilievi della Piana di Catania. Questa trazzera si snoda su un costone che domina le due vallatie sottostanti: Margi a Sud e Murgesi (o Pietrarossa) a Nord.
1.
ROCCA DI MONTE ALFONE
A
dominio di una vallata di grano, su un cocuzzolo calcareo di 315 metri,
un signorotto di almeno 1000 anni fa decise di costruirsi un castello. In
alto il torrione di Mongialino (o Monte Alfone).
Questa invece l'ho fatta io. Siamo proprio alla base della rocca, all'ingresso della masseria.
La masseria è completamente abbandonata. Ma quella porta d'ingresso ha una cornice in pietra bianca veramente deliziosa.
Alle spalle della masseria è questa diroccata chiesetta.
La chiesa ha un prospetto di gran pregio caratterizzato da due lesene angolari, un portale con imponente concio in pietra (fino a quando non se lo rubano!) ed una deliziosa finestrella quadrilobate in alto.
Da quassù la vista è questa. Potere del grano !
Ecco la descrizione del castello tratta da Wikipedia: "Risale all'alto medioevo e dotato di una torre toroidale (fatto unico nell'architettura siciliana dell'epoca) originariamente di quattro piani, collegati da una scala interna. Il castello è citato dal geografo arabo Idrisi (1154), che lo chiama "casale" al-Khalil. Feudatari del castello furono dapprima i membri della famiglia De Lucy (Bartolomeo e poi sua figlia Margherita nel 1199), poi Manfredi di Mazzarino nel 1200, dominio regio nel 1287, Blasco Lancia nel 1320 e Manfredi III Chiaramonte nel 1355. Il castello viene citato dallo storico Tommaso Fazello nel De Rebus Siculis Decades Duae (1558) e dall'abate Vito Amico nel Lexicon topographicum siculum (1757), riferendo come all'epoca la costruzione fosse per lo più intatta e come nel XVII secolo si fosse tentato di ripopolare la zona. Dai reperti rinvenuti in epoca moderna, risulta che il colle sul quale fu costruito il castello è stato in realtà abitato fin dall'età del bronzo (XII secolo a.C.)" punto
Ecco l'interno del torrione. La finestra faceva parte del primo piano, crollato insieme agli altri.
Questa foto ritrae in lontananza il torrione mentre in primo piano si vede un brano del muro di cinta.
Eccola qua la cinta muraria, rivolta ad Est, la parte più vulnerabile del castello. La merlatura ha resistito.
Tombe a grotticella
artificiale sono presenti lungo tutta la parete della rocca a terstimoniare
la frequentazione ante castello del sito. 900
metri prima di giungere al castello (ed esattamente sotto la rocca)
ci sono due masserie: una in alto ed una in basso (a sinistra).
La descrizione di Edrisi*
* consulta l'Entrobolario per sapere chi è
2.
LA REGIA TRAZZERA Ad
un chilometro dal castello, sulla sinistra, inizia l'emozionante passeggiata
sulla Regia Trazzera.
3.
L'ABBEVERATOIO OTTOCENTESCO La zona è ricchissima di sorgive, e quindi si presenta l'ideale per farci un abbeveratoio. Per la gioia dei cavalli.
La foto mostra l'abbeveratoio in fondo sulla destra.
4. PORTELLA DI DUCEZIO Percorsa la Regia Trazzera ad un certo punto ci ritroviamo nella strada Provinciale, all'altezza di una portella. Essa non ha nome e abbiamo pensato di darglielo noi. Portella Ducezio.
E comunque, chissà quante volte ha transitato da queste parti.
5.
PIANO CASAZZE Ecco
finalmente Piano Casazze. Secondo alcuni è da identificarsi con Neai (che secondo altri però è da identificarsi con Mineo o Noto). La pelle mi si accapona, diventa ochetta, ogni qualvolta arrivo in questi siti archeologici. Qua siamo proprio lontani dal mondo civilizzato. La valle di Margi si spalma ai nostri sguardi. Siamo dentro una città del passato!
In cima al pianoro c'è questa finestrella, grande cannocchiale sulla vallata.
Questa forse era una casa.
Quella pietra lavica faceva parte di una macina per macinare il grano.
Ancora chissà cosa...
Lato
Nord-Ovest: esemplare tratto di cinta muraria, spesso oltre due metri,
con costruzione a doppio paramento.
Questa invece è una casa con una grotta all'interno.
Qua
e la gli agricoltori arano campi.
Chissà quante Tesmoforie (vedi L'entrobolario) ha visto....
TUFFO NEL PASSATO Passato, tristezza da guerra e Mongialino. Almeno: sembra proprio che dietro al cingolato sia il cocuzzolo del castello.
Attenzione: queste schede hanno bisogno del sostegno culturale di tutti. Se ne sapete di più o trovate qualche imperfezione non esitate a comunicarcela. Basta mandarci una mail a: sicilia@ilconsole.it
|
| Video
|
|
Diario Il castello di Mongialino domina la vallata. Guardate i colori della Sicilia... Ecco una Regia Trazzera...qua l'abbeveratoio per i cavalli... Raccogliete pure i cocci qua a Piano Casazze... Guardate che splendore è quest'isola..."
|
torna
al Pizzicozzitour
l'esplorazione dell'entroterra siciliano dell'associazione
Il CoNsole