Coste
di Santa Febronia
data di esplorazione: gennaio
2008
"Viaggio nel Tempo": COSTA DI DUCEZIO


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Breviario di sella Sono
andato in fuoristrada. Poi
non mi sono portato Gianrico... |
Le Coste di Santa Febronia sono una lunga striscia (costa) di una montagna tra Palagonia e Militello, facilmente raggiungibile con qualsiasi mezzo. Hanno un'altezza media di 400 metri circa. La spettacolarità del sito è dovuta al fatto di racchiudere un insieme di testimonianze di eccezionale valore storico - archeologico. Il sito è stato abitato a partire dal XVIII secolo a.C. (Età del Bronzo, preistoria) sino almeno al basso Medioevo (1500). La commistione di usi abitativi ha spesso stravolto l'originaria planimetria. Molte delle grotte-abitazioni inizialmente erano tombe. La cartina sopra è abbastanza sommaria. Ma possiamo facilitarne la lettura. Posteggiando dove si trova un grande parcheggio (P) il percorso è guidato da una stradella acciottolata, a Nord, con il costone sulla vostra destra dove si aprono molte grotte e la rigogliosa valle della Piana alla vostra sinistra. Il
costone reca testimonianze marine: calcareniti esattamente.La calcarenite
è un tipo di roccia sedimentaria clastica, formata da particelle
calcaree delle dimensioni della sabbia. Il cemento che unisce le particelle
è di solito anch'esso calcareo. I clasti che compongono la calcarenite
sono spesso di origine biologica, ovvero fossili di organismi marini,
spesso frammenti di gusci di molluschi, alghe o foraminiferi.
Dopo circa 300 metri dal posteggio si giunge all'eremo bizantino, indicato con il numero 1(che segna anche la fine della stradella). Scavalcando la staccionata si scende leggermente verso Est (destra) e si raggiunge immediatamente la sorgente con il lavatoio (2). Le coste sono terrazzate. Nei terrazzi soprastanti si aprono grotte e tombe a ripetizione.
Continuando
a salire, proprio in cima, totalmente ad Est, c'è un pianoro
con un vertiginoso strapiombo. Adesso ci spostiamo puntando verso Sud Ovest. Ancora tante grotte.
Riscendendo dal pianoro verso Nord, suppergiù a quell'altezza indicata nella cartina, ci sono due tombe monumentali (6) di cui una ornata a mò di palazzo con lesene, finte colonne...
1.
EREMO DI SANTA FEBRONIA
Nella
parte sinistra della parete meridionale si trova intagliata nella roccia
una scalinata
Nella parete orientale è scavata l’abside semilunare evidenziata da una cornice a bastone accuratamente modanata, al centro elevato dal piano mediante gradini si trova un altare monolitico.
Nel soffitto che sovrasta l’abside si nota una decorazione a frangia, lavoro cominciato e forse mai finito. Nell’abside domina la figura del Cristo Pantocrator (consulta l'Entrobolario ), con a destra la Vergine nimbata e a sinistra l’angelo con la mano protesa in segno di saluto; altre due figure di angeli oranti si stagliano sullo sfondo da entrambi i lati.
Tutto questo complesso di affreschi che sono tra i più antichi fra quelli presenti all’interno dell’eremo, sono databili intorno al XIV secolo. A sinistra dell’abside si trova l’unico affresco raffigurante Santa Febronia; la santa si trova tra due carnefici che le strappano con le tenaglie i denti e le mammelle. A destra è raffigurato San Bartolomeo legato ad un albero e scorticato da due carnefici.
Quindi, sul lato destro che coincide frontalmente con l’ingresso all’eremo, si trova l’affresco meglio conservato raffigurante Sant’Agata che sorregge nella mano destra un volumen e la palma, con la sinistra un calice contenente le mammelle (più volte confusa con Santa Lucia, ndr).
Ma la caratteristica principale di tutto il complesso è un fossato a forma di T che si trova al centro dell’ambiente, cui vi si discende mediante una scalinata.
Oggi
completamente aperto, originariamente doveva essere coperto da una volta
a botte e chiuso da un portellone, destinato ad accogliere negli appositi
loculi i cadaveri degli eremiti custodi del santuario. Meno probabile
è l’ipotesi, da alcuni avanzata, che si trattasse di un
antico battistero
(Questa ipotesi nassce dal fatto che delle canalette per il trasporto
dell'acqua arrivano sin dentro il fossato. Appare certo poco probabile
che quest'acqua servisse per il battesimo: 1 perchè onestamente
il bambino (se di bambino si trattava) rischiava l'annegamento ma soprattutto
e meno ironicamente, (2) mi sembra eccessivo un sistema di canalette
per battezzare. Bastava una piccola bacinella con l'acqua benedetta
(santa).
La finestrella qua sotto, che si trova insieme ad un'altra, nel prospetto principale, non sembra essere originale. Un bravo costruttore bizantino gli avrebbe dato una forma curvata a sesto acuto, proprio come il portone. La tipologia, invece, è decisamente medioevale, probabilmente quattrocentesca, proprio come il bel portone d'ingresso
Guardiamo attentamente la seguente fotografia.
Sembra
quasi che sovrastante il complesso di aperture ci sia la forma di quella
che doveva essere l'ingresso originario alla spelonca religiosa. E
molto probabile che originariamente questa zona di preghiera dell'eremo
fosse aperta. Sebastiano Interlandi
2.
LA SORGENTE ED IL LAVATOIO (altomedioevale?) Appena sotto l'eremo, saltata facilmente la staccionata sulla destra (Est), c'è un pittoresco ingrottamento con sorgentella a destra e lavatoio a sinistra (ricavato dalla sorgente stessa).
E' un angolo di grande fascino che il signor Brancato, custode della zona fino a quando vuole Santa Febronia, spesso pulisce dall'attacco dei rovi.
Soprattutto
il lavatoio (questo a noi è sembrato il suo uso) è un
tuffo al cuore.
3.
LA GROTTA DI NINFODORO Poco
sopra la sorgente, sempre verso Est, si apre una delle più belle
grotte rupestri. Nella parete di una delle due stanze oltre ad alcuni graffiti (cerchi concentrici, un uccello) c'è tutto intorno una scritta che recita pressapoco così: "Ninphodoros ha sodomizzato Damylis la quale ne è rimasta molto soddisfatta". Porca miseria !!! Ninfodoro era un venditore di pesce salato, che girava per i villaggi della zona. In un’altra grotta è visibile una rara iscrizione di accertata origine sicula, ma di significato sconosciuto. Purtroppo la scritta, nella foto qua sotto, è venuta proprio male.
La foto qua sopra mostra un graffite di un uccello.
4.
IL VILLAGGIO PREISTORICO: FORI LIGNEI PER LE CAPANNE Sulla vetta Est, dove è un bel pianoro con terrificante strapiombo, si trovano questi fori a terra, scavati nella roccia.
Tutto intorno alla costruzione, solitamente circolare, all'interno, poteva esserci un divano in pietra, anfore per conservare cibo e vino, una parte distaccata dove mettere galline o cavalli o pecore... E' incredibile dare sfogo all'immaginazioni da qua sopra, con questi fori e questa vista. Che posto che è questo, amici siciliani dell'entroterra ! Che posto è questo !!! Che facciamo: ce lo divoriamo insieme a mille altri ?
6.
LE TOMBE MONUMENTALI
Alcune tombe presentano un prospetto architettonico con caratteristiche monumentali: un padiglione ed un prospetto decorato con pseudopilastri, lesene, sicuramente appartenute alle famiglie dei capi del villaggio.
Sebastiano Interlandi |
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