Cirummeddi
(ex feudo Cerumbelle)
piramide (ziggurat)
È
un monumento di pietra ancora misterioso. Ci sono due sacelli-capanne
in cima ad un basamento terrazzato a gradoni su cui si sale per quattro
ripide scale intagliate da parti opposte. Le due capanne sono una
quadrata ed una circolare. Sulla “piramide” Cerumbelle
c’è pure un trono a due posti.
Forse pochi
sanno che se oggi possiamo ammirare le celebri piramidi di Pietraperzia,
è grazie al contributo di un uomo che certamente non è
un archeologo. Il suo nome è Giuseppe Marotta, da una vita
appassionato di arte e siti archeologici. Circa quindici anni fa,
il signor Marotta passeggiando per le campagne dell’ex feudo
Cerumbelle, si accorse della presenza insolita di una costruzione
antichissima in pietra calcarea. Immediatamente interessò le
autorità competenti, le quali effettivamente constatarono l’antichità
di questi siti.
Sembra
che la piramide risalga all’età neolitica e che fosse
un’antica sede di culto del Dio Sole dei siculi e sicani, paragonabile
ad una ziggurath (consulta
l'Entrobolario
per sapere cos'è) mesopotamica.
Il famoso
archeologo Thor Heyerdahl, morto nell’aprile del 2002, visitò
negli anni precedenti il sito di Cerumbelle e anche Heyerdahl confermò
l’ipotesi che la piramide fosse sede di culto del Dio sole.
L’aspetto
è collinare e piramidale di circa 12 metri di altezza.
La base
della struttura, lunga 55 metri e larga 30, appare composta da tre
ordini di gradoni mozzati verticalmente da quattro scalette che corrispondono
ai quattro punti cardinali, attraverso cui si accede alle terrazze
soprastanti.
Il monumento
si presenta con due idee costruttive dalla forte connotazione simbolica:
quella del cerchio (la circonferenza) e quella del quadrato (la pianta
costruttiva dei piani superiori in esso innestata). Gli studiosi pensano
che anticamente, il cerchio simboleggiava il tempo o l’immutabilità
celeste e, combinato col quadrato, dava l’idea del cambiamento
di ordine o di livello e dunque simboleggiava la terra.
Sulla sommità
della piramide, si trovano due costruzioni intagliate nella roccia
calcarea che assomigliano ad altari in cui è inserito un sedile
rituale.
Poco lontano
dalla piramide è poi possibile ammirare due grandi cavità
a forma circolare, che probabilmente erano luoghi di sacrificio.
La piramide
non è il solo sito archeologico della zona, ma sicuramente
doveva fare parte di un villaggio siculo-sicano, perché pochi
metri più avanti è possibile intravedere i resti di
abitazioni neolitiche.
La zona
di Pietraperzia comprende ben 67 siti archeologici e secondo il signor
Marotta nei pressi della contrada Aiuolo è possibile individuare
un sito ancora oggi poco conosciuto, risalente all’età
islamica.
Paola Pottino
Il 19 Aprile 2002 è morto Thor Heyerdahl.
Il suo nome è legato a grandi imprese da lui effettuate soprattutto
navigando per gli oceani ed elaborando teorie suggestive e cercando
di dimostrarle. Per dimostrare la teoria di un contatto tra il
Sudamerica e la Polinesia questo ardito norvegese partì da
Callao, in Perù, a bordo di una zattera come una divinità
del Panteon Inca. Nel 1969 un equipaggio internazionale da lui diretto
viaggiò su una barca fatta di papiro dalle coste nordafricane
fino al Sudamerica. Egli era convinto che le civiltà antiche
solo apparentemente erano separate da grandi distanze.
Un giorno
dello scorso anno Thor Heyerdahl fu interessato al sito di Cirummeddi
e fu invitato da un appassionato di Pietraperzia (l'architetto Paolo
Sillitto) a visitare la Piramide. Noi l'abbiamo visitata il 17 Marzo
2002 con il Gruppo Archeologico di Piazza Armerina e, incuriositi
da un certo sottile fascino, ne abbiamo ammirato la sua misteriosa
bellezza. Per Heyerdahl essa era un'antica sede del culto del sole
e paragonabile ad una ziggurath mesopotamica .
Nell'altopiano
di Cirummeddi abbiamo notato una serie di acrocori naturali tra cui
quello della piramide. Essa consta di un insieme di strutture megalitiche
di probabile età neolitica, su cui sono inserite costruzioni
successive fino al basso medioevo. L'aspetto è collinare e
piramidale di altezza di circa 12 metri. La base della struttura,
lunga 55 metri e larga 30,appare composta da tre ordini di gradoni
mozzati verticalmente da quattro scalette intagliate attraverso cui
si accede alle terrazze soprastanti, le quali sono comunque collegate
da rampe a piani inclinati. Le scalette sono state osservate con l'ausilio
di una bussola e corrispondono ai quattro punti cardinali. Il monumento
si presenta con due idee costruttive dalla forte connotazione simbolica:
quella del cerchio (la sua circonferenza) e quella del quadrato (la
pianta costruttiva dei piani superiori in esso innestata).
Sulla
sommità si trovano due costruzioni intagliate nella roccia
calcarea che assomigliano ad altari in cui è inserito un sedile
rituale che ci ricorda quello di Contrada Balati visitato nella mattinata.
L'aspetto del monumento potrebbe indurre facilmente a credere ad un
luogo di antico culto solare, tuttavia la prudenza (nonostante l'autorevolezza
della teoria di Thor Heyerdahl) ci induce a non azzardare audacie
interpretative. L'archeologo Emanuele Anati ha studiato il sito di
Pietraperzia ed ha affermato che l'area è stata colonizzata
a partire dal neolitico. Va ricordato però che, nel maggio
del 2000 fu da noi interpellato sull'argomento l'archeologo Sebastiano
Tusa, il quale era interessato ai rapporti tra morfologia e orientamento
nelle architetture rurali siciliane dal IV al II millennio a.C., ma
non ricavammo alcun consenso all'idea che il manufatto di Pietraperzia
fosse più antico dell'epoca medievale. Per parte nostra va
riferito che in una zona della piramide è presente muratura
megalitica e che alla base dell'acrocoro attiguo è disseminata
una notevole quantità di selce come scarto di industria litica.
Tutt'intorno sono stati visti frammenti fittili che vanno dall'epoca
classica fino a quella medievale.
Divano
in pietra di
c.da Balati
?
Il divano in pietra. Mistero nelle campagne
di Sicilia ...
Devo dire
che è veramente una delle visioni più incredibili che
mi sia capitato vedere in Sicilia.
Infilato
in una quasi abbandonata campagna ecco spuntare questo pazzesco divano
di chissà quanti millenni orsono.
A seguire
la descrizione dell'amico Ugo Adamo, nostro accompagnatore nell'occasione.

(clicca sulla foto per ingrandirla)
" Si tratta di un grande "divano"
con due scanni laterali interamente scolpiti nella pietra calcarea
e separati da "corposi braccioli di mirabile plasticità"
. È inserito in un banco roccioso e si pone di fronte ad una
pianura, sul cui versante nord, poco sopra il seggio, si notano i
segni della presenza di una grande capanna circolare. È possibile
che altre capanne e, quindi, un villaggio potessero sorgere nelle
vicinanze.

Foto tratta dal sito Piazzagrande.it
Ci
sembra assurdo ritenere che possa essere stata realizzata in epoca
recente perché non avrebbe alcun senso nel contesto dell'agricoltura
moderna" e più avanti "dei pochi, superficiali e
casuali scavi operati attorno al monumento, sono affiorati dal terreno
reperti riferibili ad epoca sicana".
Quindi,
non un monumento moderno o relativamente tale, ma un documento di
straordinaria importanza ed abbastanza unico nel suo genere. Uno simile,
per quanto privo di scanni laterali e di dimensioni molto più
ridotte, si trova sulla sommità di un altro straordinario monumento
in c.da Cirumbelli, noto come la "Piramide di Pietraperzia".
Contraria all'ipotesi del falso è anche la presenza della grande
capanna, ubicata proprio nella zona soprastante il divano.
Tra l'altro il divano è realizzato in un contesto ambientale
che presenta tutte le caratteristiche per lasciar immaginare la possibile
presenza di vita in periodo preistorico. Nella zona vi sono, infatti,
diverse emergenze rocciose; il terreno intorno è abbastanza
fertile e, da non dimenticare sempre, si trova a ridosso del più
importante corso d'acqua della Sicilia: l'Himera.
A
poca distanza e lungo la stessa direttrice sono le contrade Tornambè,
Fastuchera e Cuddaru di Crastu, dove le presenze archeologiche, almeno
a partire dal bronzo antico, sono moto chiare.
Rimane, infine ed al di la di ogni tentativo di discorso scientifico,
il grande stupore e l'enorme fascino di questo seggio, avvicinandosi
al quale si può vivere la forte sensazione di accostarsi alla
presenza di un capo tribù o di una casta sacerdotale. Un documento
che richiede per la sua corretta interpretazione di approfondite analisi
archeologiche e del possibile confronto con opere simili.
Certamente
un'opera che andrebbe ben conservata e valorizzata, perché
di indiscutibile attrazione non solo per gli studiosi, ma anche per
i normali fruitori che non possono non apprezzare la bellezza ed il
carattere straordinario di essa.
Scrive ancora il Lalomia: "... alle autorità competenti
ed ai cittadini tutti il compito di salvaguardare e proteggere il
monumento con la coscienza che si tratta di opera rarissima e d'immenso
valore storico, la proprietà della quale appartiene all'umanità
tutta". Parole che sembrano nate da un profondo amore e che vanno
condivise in pieno".
Ugo Adamo
Attenzione:
queste schede hanno bisogno del sostegno culturale di tutti. Se ne
sapete di più o trovate qualche imperfezione non esitate a
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