Cuddaru do crastu
un luogo avvolto ancora nel mistero


data di esplorazione: Marzo 2008
"Viaggio nel Tempo": EREIA

 

Attenzione: queste schede hanno bisogno del sostegno culturale di tutti. Se ne sapete di più o trovate qualche imperfezione non esitate a comunicarcela. Basta mandarci una mail a: sicilia@ilconsole.it

 


Capanna preistorica e Ugo Adamo, il nostro Cicerone (clicca sulle foto per ingrandirle)

 

Scheda


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cosa: Complesso archeo-naturalistico

dove siamo: Pietraperzia (en)

Viaggio nel Tempo: probabile abitato sin dalla preistoria

valutazione: ****

Console di zona: -


come arrivare : Facilmente, da Pietraperzia o zone limitrofe. Basta chiedere.

 

 

 

 

Cuddaro du crastu


Eccellente panorama sulla valle dell'Imera (clicca sulla foto per ingrandirla)

In siciliano significa "collare del montone" (come giustamente segnalatoci da Onofrio Salamone e Rossana di Salvo).

Il posto è di grande suggestione paesaggistica a totale dominio della Valle dell'Imera meridionale.

C'è tutto quanto serve per un'esperienza di sano entroterra siciliano: una miriade di cocci del passato a terra; una rupe più o meno scavata dall'uomo di un tempo remoto; una capanna preistorica; tracce di torre; indizi che riconducono l'area ad un'antica città (Krastos) dell'epoca sicano-greca (VI a.C.).

Peccato solo per la pioggia che ha rotto le scatole.

Ma tanto ci ritorneremo.


Giovanni Vallone

 

La capanna preistorica


La capanna preistorica (clicca sulla foto per ingrandirla)

 

Di eccellente impatto suggestivo, alla base della rocca, è la capanna preistorica.

E' datata a circa il 2000 a.C.

Almeno così dicono alcuni.

Comunque è certo che tutta la'rea è ricca di frammenti del passato.

Ecco cosa ne pensa il nostro amico e guida, l'esperto Ugo Adamo: Ai piedi della rocca è stato osservato sia materiale litico (frammenti di selce in particolare) che ceramica.

La tipologia di quest'ultima sembra riferirsi nella maggior parte dei casi all'orizzonte di Castelluccio (fondo rossastro e sovradipintura in nero a motivi geometrici vari), ma sono stati osservati anche frammenti interamente a fondo rosso, che potrebbero individuare l'orizzonte eneolitico di Malpasso.

Sul primo piano della rocca sono stati, invece, osservati cocci di ceramica siceliota, di sigillata africana ed invetriata medievale.

Tale grande varietà di ceramica fa concludere per una lunga abitazione del sito, che appare motivata dalla sua straordinaria posizione e dalla possibilità di controllo del territorio proprio a ridosso del fiume Imera.

Giovanni Vallone

Video
bassa definizione - attendere qualche istante prima della visione

LA CAPANNA PREISTORICA

 

 

 

 

La rocca: cisterne e phourion

 


foto Ugo Adamo

 

Lasciata in basso la capanna, inizia un sentiero che porta verso la cima della rocca.

Ad un certo punto del nostro cammino, a volte stretto e impervio, spunta una scala in pietra, sempre emozionante testimone di antiche lavorazioni dell'uomo.

Il pianoro è piccolino, ed è dominato da una serie di strutture abbastanza particolari.

Innanzitutto tre cisterne, ancora splendide, tra le più splendide dell'isola per grado di conservazione.

 


Una delle cisterne (clicca sulla foto per ingrandirla)

 

Di una, la prima salendo a sinistra, rimane soltanto la forma ed una parte scavata.

La seconda, sempre sul versante nord, si presenta quasi intatta ed ha dato i natali ad un bell'albero di mandorlo che nasce proprio dal fondo e si protende all'esterno.

La terza, sul lato sud, è perfettamente conservata e mantiene intatto anche il segno dove veniva posto il coperchio. Vicino ad essa sono leggibili anche le canalette che vi portavano l'acqua.

Questa terza cisterna è assolutamente meravigliosa.

Dal piano, sul lato nord, si diparte una scala completamente intagliata nella pietra, perfettamente conservata e definita da entrambi i lati.


La scala scavata nella roccia (clicca sulla foto per ingrandirla)

 

Si arriva ad un livello superiore, dove sono visibili ambienti sempre definiti da pietra tagliata e sul fondo un piccolo scavo, che ha fatto ipotizzare ad un modello di nave.

Dalle rocce intagliate e rovinate nei dirupi si indovinano altri ambienti.

Per completare la suggestione dei reperti un vasto disco in pietra si protende dalsecondo livello proprio sulla scalinata. Elemento naturale oppure opera dell'uomo ?


foto Ugo Adamo

Questo disco in pietra è simile a quelli da me visti nella cinta muraria di Adrano, attualmente in fase di scavo.


(clicca sulla foto per ingrandirla)

In questo caso i dischi presentano un foro centrale per il loro trasporto.

La mancanza di questi buchi a Cuddaru do Crastu lascia dubbi circa la sua messa in opera da parte dell'uomo.

Ma cio nonostante sono portato a credere anche il contrario: e cioè che sia stato messo dall'uomo e che faceva parte del muro di difesa del castello-avamposto sopra esso (le riprese filmate, a seguire, sembrerebbero avvalorare l'ipotesi del muro di difesa).

E' prevista un'ulteriore esplorazione proprio per capire meglio.

O continuare a non capirne niente !

 

La parte più alta della rocca è occupata da una struttura quasi illegibile ma che dominava, visivamente, tutta la vallata.

Per capire la faccenda dobbiamo azionare per forza il bottone dell'immaginazione.

La vallata sottostante la nostra rocca millenni orsono era rigogliosissima di piante, acqua e animali (per quel che importa).

Il fiume Imera è stato un corso d'acqua che se potesse parlare ...

Appare certo che l'area sia stata abitata sin dalla lontana preistoria: vuoi per la quantità di oggetti litici ritrovati, vuoi perchè non poteva sfuggire un tal bocconcino di acrocoro ai barbuti antenati.

Prendiamo ad esempio la capanna che abbiamo visto poc'anzi e che si trova ai piedi dello sperone. La capanna faceva parte di un abitato, sicuramente.

E quassù era una vedetta per l'intero villaggio: sicuramente.

Essendo il pianoro di dimensioni ridotte non poteva essere abitato in cima.

C'è spazio per poche persone.

Ed era questo il suo unico limite.

Ma si prestava benissimo come vedetta, avamposto militare.

Il panorama che si domina è a dir poco strategico.


(clicca sulla foto per ingrandirla)

Le tre cisterne, d'altronde, dovevano servire a qualcuno che si trovasse quassù.

La roccia è lavorata (come si vede dal video).

Non sono rimaste parti mobili (pietre, mattoni ...).

Solo intagli nella pietra.

Questa piccola vetta potrebbe avere ospitato, nei tempi, anche un antico phourion greco ? (consulta l'Entrobolario per sapere cos'è)

Ai fianchi, in particolare quello meridionale, sono leggibili i resti di alcune tombe del tipo a grotticella con la volta a forno.

Giovanni Vallone / Ugo Adamo

 

Video
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LA CIMA DI CUDDARU DO CRASTU

 

 

Krastos ?

Che ipotesi possono farsi sul sito ?
Nicoletti ­ Lalomia a proposito dell'intero complesso Tornambè-Fastuchera ­ Cuddaru di Crastu tentano un'identificazione sulla base di "supposizione".

Essa parte dalla premessa che "in epoca greca esisteva una città fortificata a nome Krastos tra i territori di Gela, Agrigento ed Imera, il cui confine era delimitato dal fiume Imera.

Una delle colline dominanti la vallata della Fastuchera conserva ancora il nome di "Cuddaru di Crastu". "Tale toponimo, . ci consente di fare la supposizione che la località si possa identificare con la sicana Krastos", che normalmente viene individuata più a nord tra Nebrodi e Madonie.

È questione vecchia quella della identificazione dei siti archeologici. Diversi e sicuri elementi di varia natura debbono concorrere su un'individuazione unitaria; in caso contrario le ipotesi sono tutte possibili. Quella formulata dagli autori sembra abbastanza suggestiva e non priva di logica, ma richiede il necessario supporto dell'archeologia.

Personalmente,sulla base dei dati osservabili,mi limito a constatare che si tratta di un complesso a lungo abitato. Certamente a partire dall'età del bronzo antico e possibilmente anche da quella del rame fino in epoca storica avanzata. La sua fortuna e la sua sorte furono certamente legate alla straordinaria posizione che consentiva il controllo del territorio.

Per un tentativo di identificazione occorrono elementi storici ed archeologici, in assenza dei quali ogni ipotesi è tanto possibile quanto infondata.

Ugo Adamo

 

Attenzione: queste schede hanno bisogno del sostegno culturale di tutti. Se ne sapete di più o trovate qualche imperfezione non esitate a comunicarcela. Non imprigioniamo la cultura.
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