Locanda
Cuba
statio romana (?) - locanda dal medioevo
Siamo di
fronte ad un colosso di emozioni.
La Locanda
Cuba (definita allegramente Fondaco il quale, oltre ad essere una
struttura prettamente portuale, ha funzioni più di magazzino-mercato
che di accoglimento per il viaggiatore) è un luogo di sosta
esistito, molto probabilmente, da sempre.
E' su una
direttrice storica: quella dell'entroterra.
Le
Stationes
romane
III a.C. - VI d.C.
I Romani furono i grandi costruttori di strade, come è ben
noto.
Lungo i loro "itineraria" (strade dell'antichità,
(consulta
l'Entrobolario
per sapere cos'è),
le strade ufficiali, quelle dove il viandante non doveva temere di
essere accoppato, presentavano, ogni tot di chilometri, dei luoghi
di sosta che il popolo di Giulio Cesare chiamava in maniere diverse,
a seconda dell'importanza.
Un pò
come i nostri alberghi e le loro stellette.
Quindi avevamo:
mansiones (statali), cauponae (molto economiche), tabernae (per i
ricchi), mutationes (per animali e carrozze).
Genericamente
questi luoghi erano indicati con il nome di "statio".
In Sicilia
ne è rimasta una ancora più o meno leggibile: quella
di Sophiana (Mazzarino, Cl, una delle prossime esplorazioni).
Qua il viandante accomodava cavallo e merce (se l'aveva) presso la
cosiddetta posta (rimessa), poteva concedersi un bagno termale, una
preghierina pagana, una bella mangiata e bevuta ed una dormita.
Un
perfetto motel dell'antichità.
Forse una
statio era già presistente dove ora è la nostra Locanda
Cuba.
Qua ci troviamo, difatti, su una delle principali vie per raggiungere
le potentissime Agrigentum, Katane e Panormus.
La
Tabula Peuntigeriana

In questa
eccezionale cartina romana del I sec a.C., la Tabula Peuntigeriana
(consulta
l'Entrobolario
per sapere cos'è e per vedere l'intera
Tabula)
c'è una strada proprio al centro dell'isola. l'antica Catania-Palermo,
che passava dall'entroterra e proprio all'altezza di Centurippa
doveva trovarsi la nostra Locanda. Forse...
I
Caravanserragli arabi
Gli Arabi
in Sicilia sono arrivati nell'827 e venivano dallo scatolone di sabbia
dove le carovane dei mercanti sostavano nei cosiddetti Caravanserragli
(consulta
l'Entrobolario
per sapere cos'è).
Questo a lato è quello di Karaj in Iran e i viandanti dormivano
in una di quelle stanze sotto il portico. In qualche altra c'erano
le carovane con i cavalli e la merce, in altre si aprivano le cucine,
depositi vari...
La nostra
Locanda potrebbe paragonarsi ad un Caravenserraglio.
Un Caravanserraglio siciliano !
Edrisi
dove ha dormito?
(consulta
l'Entrobolario
per sapere chi è Edrisi).
Leggendo uno dei capisaldi della letteratura geografica siciliana,
"Il libro di Ruggero" del viaggiatore arabo Edrisi viene
spontaneo chiedersi: ma dove ha dormito, nel suo peregrinare in Sicilia,
il geografo alla corte dei Normanni |?
La zona
in questione Edrisi l'ha scandagliata metro per metro.
Quante
possibilità ci sono che abbia alloggiato dove ora si trova
la nostra locanda ?
Tante,
amici cari, tante.

Siamo
intorno al 1150:
Abu 'Abn Allah Muhammad al Idrisi o "El Edrisi" era un viaggiatore
e geografo arabo, famoso soprattutto per il suo planisfero (inciso
su una lastra d'argento) e per il commento allo stesso: "Lo svago
di chi brama percorrere le regioni".
La Sicilia è la terza pallina al centro, quella vicina al triangolo
(l'Africa).
Ma non cercate di venirne a capo perchè è un bel macello.
Il
Medioevo: le Regie Trazzere
(consulta
l'Entrobolario
per sapere cosa sono)
E' interessante scoprire come nei secoli il viandante, il soldato,
il mercante, abbiano sempre narrato delle loro soste in questi luoghi.
Certamente la locazione isolata è quasi mistica, così
avvolta nella natura (antropizzata o spontanea), innescava forti introspezioni
nei visitatori.
Ogni buon racconto di viaggio che si rispetti narra di una serata
tra cibo, vino e pensieri al tavolo di una locanda.
Forse per
questo motivo ancora oggi questo luogo sprizza una forte energia.
Durante
il Medioevo siciliano, quello dei feudi e dei Re e nobili ladroni,
si
Le
Grand Tour
Il XVII secolo fu l'inizio di un'epoca di grandi viaggi verso le terre
del mito, della cultura, della storia.
Il famigerato Grand Tour (consulta
l'Entrobolario
per sapere cos'è)
era
ai nastri di partenza e si preparaa a ispezionare l'Europa classica.
Tra esse,
evidentemente, la Sicilia fu una delle mete privilegiate
Per farla
breve, anche Goethe dormì in questa locanda.

E chissà
se prorpio in questa locanda scrisse la sua famosa dedica all'isola:
"L'Italia senza la Sicilia è niente. E' in Sicilia
che sta la chiave di tutto"
Certamente
annotò: "In cammino; 30 aprile 1787 Molimenti (volgarizzazione
di Catenanuova) recente borgatella, egregiamente situata nel centro
di belle campagne, sulla riva del torrente San Paolo. Non lontano,
campi d'un frumento incomparabile, che si falcia già il 20
maggio. Tutta la regione non mostra ancora traccia di vulcanismo;
il torrente stesso non porta alcun detrito di questo genere. Il terreno
è di buona mistura, piuttosto compatto, e nel complesso d'un
colore bruno che dà sul violetto. Tutti i monti a sinistra,
che racchiudono il torrente, sono calcare e sabbia. Non ho potuto
osservarne la transizione; certo è che grazie alla decomposizione,
contribuiscono alla grande e sempre fertilità della vallata
inferiore."
Porca miseria
!
Un
pò di storia
L'edificio ricadeva nel Feudo di Cuba, le cui prime tracce risalgono
al 1408, feudo di proprietà di Giovanni Esquifanio; nel 1453
del feudo era proprietaria Novella Schifano, poi nel 1517 Francesco
Paternò, dal 1633 al 1919 i Principi di Biscari nobile famiglia
catanese, che dopo il terremoto del 1693 lo fecero restaurare, ed
infine nel 1935 subentrò proprietario il Comm. Prospero Mammana
uno dei fondatori della Pia Opera di Centuripe, il quale trovatolo
cadente per vetustà lo fece restaurare.
Beato Prospero
!
Architettura
L'edificio come lo vediamo oggi, probabilmente risale a dopo il terribile
terremoto del 1693, quindi agli inizi 1700.
Si trova a metà strada tra Catania ed Enna (visibile anche
sull'A19 in direzione Palermo), sull'antica règia trazzera
che metteva in comunicazione i centri dell'entroterra con quelli della
parte orientale della Sicilia.

Il complesso
monumentale, che oggi ricade nel territorio
di Centuripe, dista un chilometro da Catenanuova e si trova in Contrada
Cuba. Esso aveva la funzione di dare riparo ai cavalli utilizzati
per il cambio, che trainavano la diligenza dei viaggiatori da Palermo
a Catania e viceversa; era in altri termini soprattutto una statio,
come tante ce n'erano lungo tale strada nell'età romana, cioè
una costruzione che serviva da alloggio ai viandanti: da qui il significando
appunto di locanda.
In questa locanda vi pernottò nell'ottobre del 1713 il Re di
Sicilia Vittorio Amedeo II di Savoia con la Regina Anna Maria d'Orleans
e la sua corte; e la notte del 30 aprile 1787 il grande poeta tedesco
Johann Wolfgang von Goethe, tanto che nel suo libro "Viaggio
in Italia" fra le tante cose, scrisse:
L'edificio
Il Fondaco è costituito da un insieme di corpi di fabbrica
disposti lungo un asse longitudinale.
In linea
di massima il suo aspetto non è cambiato granchè, probabilmente,
sin dai tempi dell'ante Cristo.

La foto
qua sopra ci mostra l'intero corpo.
Si vede il portale d'ingresso attraverso il quale entravano le carrozze,
i cavalieri, le bighe e quello che sia e si andavano ad infilare in
quell'ultimo edificio lungo che vedete alla vostra destra, vicno a
quei fichidindia: la posta dei cavalli.
Con un
pò d'occhio vigile a sinistra si intravede una scaletta che
portava agli alloggi.
Ma la foto
qua sotto ci dice proprio tutto.

A sinistra
si saliva verso la zona notte.
Al centro spicca il bel portale settecentesco da cui si accedeva sia
per la rimessa dei cavalli (in fondo) sia a quella che doveva essere
la taverna vera e propria (nel senso di mangia e bevi).
Probabilmente quelle porte a sinistra che si vedono ne erano l'ingresso.
Il tutto,
come sempre, inzuppato in un oceano di grano, colori e sensazioni
che solo la Sicilia dell'entroterra riesce a regalare.
La
posta per i cavalli
E' certamente il momento più affascinante della visita quello
che proietta, senza colpo ferire, nel mondo fantastico del viaggio
nel passato.

Essa poteva
ospitare circa una ventina di carrozze.
Essa è
un luogo magico.

Oggi
Oggi il Fondaco versa in uno stato di completo abbandono. Il degrado
interessa ogni parte dell'edificio; molte murature, diversi solai
ed alcune volte del complesso presentano un allarmante stato di dissesto.
Giovanni
Vallone
Scheda perfezionata dal dott Silvano Borruso
Circa le strade romane, ti segnalo la loro continuità
con le ferrovie americane, che hanno un curioso scartamento di 4 piedi
e 8 pollici e mezzo (circa 1 metro e mezzo). Lo ereditarono dalle
ferrovie britanniche, che lo ereditarono dalle scanalature che i secoli
avevano scavato nelle strade romane, e i romani avevano scelto quella
misura per essere la larghezza di due deretani di cavalli da tiro
uno accanto all’altro. C’è di più: i razzi
Shuttle, costruiti in California e inviati in Florida per il lancio,
avrebbero dovuto avere un diametro maggiore per ottimizzarne le prestazioni.
Invece si dovettero contentare di quello che permettevano i tunnel
lungo la ferrovia, che dipendeva dallo scartamento, che dipendeva...
in ultima analisi da due culi di cavallo dell’esercito imperiale
romano uno accanto all’altro.
Non ricordo dove ho letto questa informazione, ma se la vuoi mettere
sul sito fai pure.
Segnalazione del dott Silvano Borruso
Attenzione:
queste schede hanno bisogno del sostegno culturale di tutti. Se ne
sapete di più o trovate qualche imperfezione non esitate a
comunicarcela. Basta mandarci una mail a: sicilia@ilconsole.it